Sesso col barista? Bevi gratis

Sesso col barista? Bevi gratis

18 Luglio 2019 0 Di il Cosmo

di Sabrina Falanga –

Una forma di violenza così sottile da diventare uno stupro lento e continuato.

Sono le parole di uno psicologo, Andrea Sales, che ha pubblicato sul web la foto di un cartello, visto in un bar di Treviso, mettendo in atto, così, ciò che – paradossalmente – sembra fare più paura, oggi: la denuncia sui Social.

E ne parliamo qui, su questa rubrica che si chiama Uomen: e non è un errore, se è scritta così. Perché è un gioco di parole che ne sta a sottolineare la mission, che non è quella di farsi bandiera del femminismo, ma di prefigurarsi come uno spazio in cui provare, insieme, a mettere sullo stesso piano donne e uomini. E quanto ‘denunciato’ da Sales sembra essere l’occasione giusta, perché quanto è vero che il cartello trevisano sembra essere un insulto alla sola categoria femminile, è in realtà anche irrisorio nei confronti di quegli uomini che, oggi, non hanno più alcuna intenzione di essere tacciati come esseri anaffettivi, animaleschi e governati dai più beceri istinti sessuali; è infatti doveroso sottolineare che questa è una riflessione derivata dalla scelta proprio maschile di ‘denunciare’ il cartello. Perché, finalmente, anche tanti uomini dicono: no, io non ci sto.

Sul cartello c’è poco da dire, è sufficiente la fotografia a descriverne il contenuto. Quanto più di triste è che, secondo chi il cartello l’ha creato e appeso, le donne dovrebbero essere anche felici di tali ‘complimenti’: quale ‘femmina’, secondo loro, infatti, non vorrebbe addirittura un applauso per aver mostrato una quinta di seno dentro a un bar? C’è da evidenziare, a questo proposito, che per quanto riguarda il palese insulto al genere femminile, non si tratta solo di un piano sessuale, perché è presente anche un mero atteggiamento di body shaming (derisione del corpo) nella la frase “se hai la retro, offri tu a noi” dedicata a chi ha un seno piccolo. Quasi a dire che se non hai il seno grande, non sei abbastanza donna nemmeno per meritarti un drink offerto.

Il peggio (ma è una escalation continua, in realtà) lo tocchiamo quando scopriamo che se una cliente “si porta a casa il barista”, ha da bere gratis per  una settimana. Offrire beni in cambio di sesso: vi ricorda qualcosa? Una forma di prostituzione nemmeno tanto velata.

Verrebbe da dire: donne, ribellatevi. Però viene da aggiungere: uomini, ribellatevi. Ribellatevi a chi vi vuole ancora primitivi, animaleschi, sessualmente ineducati e volgari. Ma, alla fine, rimane da chiedere: umani, ribellatevi. Perché chi riesce davvero a ridere davanti a un cartello del genere, di umano ha ben poco.