Terrapiattisti: “Lo sbarco sulla Luna è tutta finzione”

di Deborah Villarboito –

La storia è dei vincitori. La scrive chi domina, fingendo una realtà che in realtà non esiste. “La Nasa non è mai stata nello Spazio. Forniscono solo immagini computerizzate e sono tutte immagini finte e lo sbarco sulla Luna è stato finto”, ne è convinto Calogero Greco, uno degli organizzatori del convegno nazionale dei terrapiattisti che si è tenuto qualche tempo fa a Palermo.

“Non sono mai stati in orbita – ci dice ancora – abbiamo fatto degli studi. La prova è data dall’acqua che non può curvare, non può stare su un cilindro”. E anche la forza di gravità “è una invenzione”. Gli astronauti “non esistono, sono attori” e la Nasa “è Disneyland”. “Un terrapiattista è una persona che riesce a comprendere cose che la gente comune non è capace di capire”, dicono.

“Lo sbarco sulla luna è una finzione. La Nasa non è mai stata nello Spazio. Forniscono solo immagini computerizzate e sono tutte immagini finte”. 

L’allunaggio dell’Apollo 11, la navicella che il 20 luglio 196 permise all’uomo di mettere piede sulla luna, è uno dei fatti ai quali i terrapiattisti non credono dunque. “Non sono mai stati in orbita, abbiamo fatto degli studi”. Gli astronauti della Nasa, sostengono in coro, “non esistono, sono attori”. Il sole, inoltre, “è vicino ed è piccolo piccolo, una specie di lampadina”. Sostengono di essere pronti a un “confronto pubblico con l’astronauta Umberto Guidoni dove sceglieranno i loro migliori consiglieri. 

La menzogna sull’esplorazione spaziale è chiaramente totale: gli allunaggi della Nasa sarebbero un falso, e tutte le altre presunte sonde lanciate nello Spazio solo una favoletta. L’esplorazione spaziale, secondo i terrapiattisti, servirebbe unicamente per sostenere la teoria della Terra sferica, e anche gli astronauti sarebbero degli attori ben pagati per simulare missioni in orbita e divulgare scemenze. La Luna sarebbe un cerchio piatto appeso nel cielo, infatti nessuno di noi ha mai visto la sua altra faccia. Le eclissi si potrebbero spiegare, secondo loro, con un gioco di luci e ombre senza tirare in ballo orbite circolari o pianeti sferici, ma non si potrebbe escludere che una parte degli effetti di oscuramento sia dovuta a qualche post-produzione dell’immagine del cielo. 

Marte invece non esisterebbe affatto, e il nome Nasa non sarebbe altro che un richiamo a Satana, come suggerirebbe anche il colore rosso del logo che indica la lingua del serpente. Chi gestisce il complotto ama giocare con le lettere, dicono i terrapiattisti, e Satana diventa Nasa, ma anche Ansa: ecco come si smaschera il complotto dell’informazione. 

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