Cinquanta sfumature di tricolore

di Alessandro Pignatelli –

“Com’è bello sentirsi dire Ciao”. Non sono io l’autore della frase, ma la mia compagna. Dopo una settimana di full immersion in Padania, siamo tornati nello Stato Pontificio. E lei era felice che la barista l’avesse salutata così. Perchè? “Perché ero stanca di sentirmi dire: arrivederla, buongiorno signora”. Ovvero, le frasi sentite su al Nord dopo essere stati in un negozio o in un locale. 

“Quel Ciao sa di buono” ha aggiunto. Facendomi capire che il suo mondo – per lei – non ha paragoni. “Non ti sei accorto di com’erano freddi su?”. Freddezza: parliamone. Cresciuto in quell’universo – dove comunque scopri che alla freddezza segue la confidenza – io non mi trovo male a essere salutato con un ‘Arrivederla’. Lo trovo semplicemente rispettoso. Il ‘Ciao’ dovrebbe metterti maggiormente a tuo agio, su questo non discuto, ma poi ci sono anche altre cose che seguono. La troppa confidenza che diventa invadenza. La difficoltà a farti i fatti tuoi, quando vuoi. In Alta Italia puoi, qui difficilmente. E dire che non siamo poi così lontani. Ormai in meno di tre ore sei a Milano, da Roma. Questa distanza accorciata al momento non ha avuto impatto sulla mentalità della gente.

Ma io mi sono chiesto se tra una cinquantina d’anni i Frecciarossa e gli Italo saranno anche ambasciatori di un’Italia più vicina pure come modi di dire e di salutare. Forse il nostro Paese vivrà di meno differenze e scossoni? Forse chi si sposterà non noterà più le differenze? Però, detto così, rischiamo di perdere anche le tradizioni locali. Prerogative di città, regioni e zone d’Italia. Che hanno resistito alle dominazioni e agli smembramenti e di sicuro potranno farcela anche contro l’Alta Velocità.

E se prenderai un caffè a Milano sarai sempre salutato in modo più anonimo; se lo prenderai a Roma, ci mancherà poco che il barista ti chieda pure il codice fiscale. O che ti inviti a bere un goccio di vino insieme a lui. Siamo fatti così noi italiani: molto mediterranei e ‘caciaroni’ quando scendiamo, più europei e quasi tedeschi quando saliamo. Cinquanta sfumature di tricolore. E va bene che siano tante.

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