Convivere per sopravvivere: disabile italiano ospita migrante tunisino

di Sabrina Falanga –

Nel mondo matematico, meno per meno fa più. Sembra che si sia raggiunto lo stesso risultato anche nella vita, attraverso la storia di Claudio e Chedli. Il primo, 56enne con disabilità intellettive, ha deciso di condividere la sua casa con il secondo, 55enne tunisino disoccupato. Uno aiuta l’altro: Chedli aiuta l’altro nella quotidianità, dove Claudio non riesce a essere autosufficiente, come, ad esempio, nelle faccende domestiche; Claudio ha dato a Chedli l’opportunità di avere una casa, evitandogli di vivere in mezzo alla strada, data la sua grande difficoltà a trovare un impiego.

I due coinquilini, oggi divenuti come fratelli, hanno raccontato la loro storia a vari media, spiegando come si siano affezionati uno all’altro proprio per aver ricevuto, da entrambe le parti, un aiuto per la propria esistenza. Ognuno a suo modo. A luglio sono andati addirittura in vacanza insieme, a Rimini.

La convivenza è stata possibile grazie all’associazione Auser Volontariato Abitare Solidale che nasce per trasformare il “problema abitativo” in opportunità per il singolo – di trovare soluzione alle proprie situazioni difficili – e per la società – nella quale, così, possono nascere nuove intese e nuovi microcosmi solidali -. 

Mission dell’associazione è quello di attivare percorsi di coabitazione tra anziani e non solo, per quanti abbiano bisogno di alloggio e vivano una situazione di momentanea difficoltà. Rapporti di convivenza, questi, basati su reciproci scambi di servizi, in sostituzione del tradizionale contratto affittuario.

La casa di Claudio si trova a Firenze, in zona Campo di Marte, e ben si adatta alle esigenze quotidiane di due inquilini: sono felici insieme, raccontano. 

Claudio e Chedli sono seguiti dai servizi sociali, data la loro condizione di marginalità; Auser, nel mentre, cerca nuovi volontari per dare vita a nuove coabitazioni.

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