Giuseppe Cannata: dal post omofobo all’avviso di garanzia e alle dimissioni

di Alessandro Pignatelli –

Martedì scorso Giuseppe Cannata ha ricevuto la perquisizione da parte della Digos e, contestualmente, l’avviso di garanzia per istigazione a delinquere. Aggravata dall’aver commesso il fatto attraverso strumenti informatici e telematici. Bisogna fare un passo indietro per capire come si è arrivati a questi sviluppi. 

L’ormai ex vice presidente del Consiglio comunale di Vercelli, su Facebook, aveva pubblicato un post omofobo: “E questi schifosi continuano imperterriti. Ammazzateli tutti ste lesbiche, gay e pedofili”, a proposito di una contestazione del senatore leghista Simone Pillon contro la scelta di tenere una festa del gay pride in un centro estivo di Bologna. Dopo il caso mediatico e social, martedì mattina gli agenti si sono presentati da Cannata con in mano due decreti di perquisizione personale e informatica. La seconda ha dato esito positivo: è stato inequivocabilmente stabilito che fosse stato lui a scrivere quel post sulla sua pagina personale di Facebook.

Inutili le scuse di Cannata, così come la cancellazione del post e l’autosospensione dal gruppo di Fratelli d’Italia. Contro di lui si era schierato compatto l’Arcigay Rainbow Vercelli Valsesia, chiedendo le sue dimissioni dal consiglio comunale e la sua espulsione dall’Ordine provinciale dei medici e degli odontoiatri di Vercelli. Lui ha provato a chiudere la stalla, a buoi ormai scappati: “Non sono omofobo e non intendevo assolutamente offendere nessuno. Se l’ho fatto, chiedo scusa. Sono un medico, ho sempre aiutato tutti. Ho tanti amici omosessuali che stimo e a cui voglio bene”. 

Fratelli d’Italia aveva preso le distanze con un comunicato stampa a firma di Giorgia Meloni. Mercoledì mattina Cannata si è dimesso e oggi non parteciperà alla riunione del consiglio comunale. Adesso la vicenda si sposterà nelle aule dei tribunali. Cannata dovrà provare a giustificare qualcosa di ingiustificabile: l’omofobia. Che, come sottolineato dalla Procura, potrebbe istigare a delinquere. E intanto Vercelli è finita sulle prime pagine dei siti nazionali, così come nei telegiornali Rai e non solo. Chissà se Cannata voleva diventare famoso in questo modo oppure no. 

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