Il diario di viaggio

di Fabiana Bianchi –

Finalmente in vacanza dopo un anno di lavoro. Oltre all’abbronzatura e al bucato da lavare, sarebbe bello portare a casa con sé anche un ricordo più tangibile dell’esperienza vissuta. Per questo è ottimo un diario di viaggio. Non occorre necessariamente sbarcare in paesi esotici: anche solo una passeggiata in montagna o una settimana al mare vicino a casa ha sicuramente tanti momenti da ricordare.

Per prima cosa, perché tenere un diario di viaggio? I motivi sono molteplici. Scrivere è un modo per imprimere più a fondo i ricordi nella memoria. Inoltre, può essere divertente da riguardare a distanza di tempo, o regalarci delle riflessioni interessanti. Senza esagerare con il numero di pagine e i dettagli, può essere anche piacevole da condividere con gli amici. Per chi viaggia in famiglia, sarà sicuramente un’esperienza piacevole per i bambini, che potranno conservare i loro diari.

Dove scrivere? A questo proposito, ci sono tante possibilità. Esistono infatti in commercio diversi supporti dedicati, come i diari di viaggio Moleskine, con pagine preimpostate e ottimizzate per gli appunti di viaggio. Ma anche un normalissimo quaderno o taccuino si presterà alla bisogna. Da tenere in considerazione il “traveler’s notebook” di cui abbiamo parlato sullo scorso numero, nato proprio a questo scopo.

Quando scrivere? La cosa migliore è farlo tutti i giorni, magari poco prima di andare a dormire, per potersi appuntare le note salienti della giornata. Poche righe sono più che sufficienti.

Cosa scrivere? Questo dipende molto dall’uso che vogliamo poi fare del diario: se l’intenzione è quella di tenerlo per sé, la narrazione potrà essere di un certo tipo, mentre se nasce per la condivisione assumerà forme diverse. 

Solo scrittura? Il bello del diario di viaggio è che si può andare decisamente oltre. Può invece raccogliere immagini (ora sono tornate di gran moda le fotografie sul genere Polaroid), biglietti, ricordi cartacei vari ed eventuali. Per chi ha particolari velleità artistiche, può essere utile usare il diario per prendere qualche appunto, conservare il materiale e poi rielaborare il tutto con più calma una volta tornati a casa per creare il proprio album.

L’unico limite è la fantasia, ma si può fornire qualche consiglio utile. Il primo è quello di non conservare proprio tutto: è inutile, per esempio, infarcire il diario di scontrini poi destinati a sbiadirsi. Meglio tenere meno ricordi ma più evocativi, come il biglietto d’ingresso di un museo o quello della metropolitana in lingua straniera. Il secondo è quello di dividere il diario di viaggio vero e proprio dal quaderno su cui appuntare velocemente informazioni utili. In questo modo, si eviterà il “patema” di rovinare il diario di viaggio. Anche in questo caso il “traveler’s notebook”, con i suoi quadernini separati, è un’ottima idea. Anche un’agenda ad anelli si presta alla bisogna, ma tendenzialmente è più voluminosa.

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