In vacanza con Fido: “Ma servono educazione e più strutture”

di Alessandro Pignatelli –

In vacanza con il proprio cane: si può. Ma in Italia non è ancora così automatico e il motivo c’è: “Manca l’educazione ai proprietari”. Perentoria l’affermazione di Samantha Zaini, padrona di Thor, pastore tedesco nero, e anche addestratrice di cani. Che aggiunge: “Nel nostro Paese, poi, mancano le strutture e, dove ci sono, costano”. 

Insomma, andare al mare o in montagna con il proprio amico a quattro zampe è un po’ una corsa a ostacoli. Il premio è coccolarselo quando si ha più tempo e non si corre di qua e di là per lavoro o altri impegni. Racconta: “Io vado a Senigallia d’estate e non ci sono aree, se non una che però ha un prezzo non indifferente”. Purtroppo, proprio le difficoltà favoriscono l’abbandono: “Che continua a essere un problema importante, soprattutto nella stagione estiva”. Anche perché oggi sono molti di più i cani che una famiglia ha: “A Milano ha preso piede di averne due e non più uno per nucleo familiare. Ci sono più cani che bambini. Perché? Perché a livello legislativo è entrato a fare parte del gruppo familiare, perché ti dà quel contatto sociale che oggi manca. Cosa che poi ci fa riversare aspettative e speranze proprio sul nostro miglior amico. Dipende pure dal crollo demografico a cui l’Italia si sta ormai abituando: niente figli, ma almeno un cane”. 

La spiegazione è sociologica, dunque: “La donna si è affermata nel mondo del lavoro, la maternità arriva molto più tardi, quando arriva, e poi un cane costa di meno di un bambino. È meno impegnativo. In particolare noi donne trasferiamo sul nostro animale l’amore materno”. Sono calati di brutto gli affidamenti in pensioni quando si va in vacanza. “Oggi si preferiscono le pensioni casalinghe, ossia persone che tengano il cane a casa loro: costa di meno e si sta più tranquilli”. 

Ma il cane in vacanza si diverte? “Specifichiamo subito che se ce lo portiamo con noi, è per un nostro bisogno. Lui non ha necessità di andare al mare o in spiaggia. Dieci anni fa c’erano più spiagge libere e ci si divertiva di più. È un nostro piacere stare con lui in vacanza. Il mio Thor sta in casa, in un appartamento di 45 metri quadrati, ma se esce almeno 3-4 volte al giorno non soffre; quando vado in ferie lo porto 2-3 volte in spiaggia e si fa il bagno anche lui. Non dimenticate però che dovete tenerlo legato fino alla battigia, dopo di che lo potete liberare per riprenderlo a bagnetto finito”. 

Portare il proprio animale in vacanza significa sottoporlo a un viaggio, cosa che non gli piace tantissimo. Ma anche in questo caso possiamo rendergli la vita un po’ più facile: “Io consiglio di abituare il cane a stare nel trasportino, nel bagagliaio o sui sedili posteriori. Sarà protetto e sentirà meno gli sballottamenti. Oppure di legarlo con la cintura di sicurezza dopo avergli messo la pettorina. Sarà più fermo e soffrirà meno la macchina”. 

A Samantha non possiamo non domandare come mai oggi ci sia molta gente che ha ancora paura dei cani: “A volte succede perché da bambini si è stati aggrediti, ma non dimentichiamo il martellamento mediatico: quando c’è un caso in cui un cane attacca un essere umano, si va avanti per giorni poi a parlare di altre aggressioni. Guarda caso, in estate, quando c’è meno da raccontare. Sono i genitori i primi che non insegnano ai figli come approcciarsi a un cane: gli dicono attento che morde, attento non ti avvicinare. Infine, abbiamo probabilmente una paura atavica degli antenati dei cani, i lupi. E ce lo raccontano fino allo sfinimento da quando siamo nella culla, vedi Cappuccetto Rosso e il lupo cattivo. Per fortuna poi sono arrivati Lessie e Rintintin”. 

L’ultimo consiglio è assolutamente da ascoltare: “E’ piacevole godersi il cane in vacanza. Magari io non lo porterei a Rimini per rispetto nei confronti del nostro amico. Sceglierei una struttura dove può stare tranquillo e dove c’è meno confusione. Ci sono strutture che hanno spazi box appositi per loro”. Ancora un avvertimento: “Il mio cane, nei luoghi pubblici, ha sempre la museruola. Questa misura, per legge, va applicata ai cani di qualsiasi razza. E’ una sicurezza per lui e per le persone. Nei ristoranti, così facendo, nessuno potrà mai dirci nulla”. 

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