“È un Modigliani!”: fu acquistato per appena 55 mila lire, vale 10 milioni di euro

Negli anni Settanta lo aveva comprato per 55 mila lire, un prezzo onesto per un bozzetto sconosciuto. A distanza di circa 40 anni, però, il proprietario di quel bozzetto ha scoperto di avere in realtà in casa un Modigliani vero, autentico. Che vale una fortuna. E dire che in tutti questi anni quel quadro era rimasto chiuso in un cassetto perché chi lo possedeva non aveva mai pensato di verificare l’autenticità.

Stiamo parlando di un olio su tela, che raffigura Jeanne He’buterne, la donna del notissimo quadro presente al Metropolitan di New York. Firmato Amedeo Modigliani. L’avvocato del proprietario, di cui non è stato dato il nome, ha spiegato: “Sono state effettuate analisi chimico-scientifiche universitarie sull’opera e, dopo cinque anni di perizie, è arrivata l’autenticazione da parte del Tribunale di Venezia: si tratta proprio di un Modigliani autentico. Difficile fare stime sul valore, ma potrebbe valere sui dieci milioni di euro”. Il proprietario è stato ‘seduto’ per decenni su un vero e proprio tesoro. Ma a mangiarsi le mani oggi forse sarà chi glielo aveva venduto per 55 mila lire (o i suoi eredi).

Il Tribunale veneziano, al termine delle attente verifiche, si è espresso per “l’indubbia attribuibilità del dipinto ad Amedeo Modigliani e l’autentica posta sul retro di indubbia mano del mecenate Leopold Zborowski”. L’opera sarebbe identica a quella conservata al Metropolitan di New York. Somiglianza riscontrabile facilmente leggendo la scritta in lingua polacca sul retro della tavola: “Caro amico Durini, questo bozzetto è stato dipinto da Amedeo Modigliani nel 1919”, firmato Zborowski, ossia il mecenate dell’artista.

L’opera ha passato il vaglio di università quali Modena, Reggio Emilia e Genova. Le analisi sono state messe a confronto con quelle disponibile eseguite su altre opere di Modigliani, “sulle quali vi è certezza di attribuzione”. La firma di Leopold Zborowski è stata confrontata con lettere autentiche del mecenate, conservate a Parigi: “E anche questa ricerca ha dato esito positivo”. Fino al sì dei periti del tribunale veneziano. Il proprietario anonimo non si può certo dire che non abbia fatto un affare d’oro.

di Alessandro Pignatelli

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