Olimpiadi, anniversario importante: 2795 anni di Giochi a Cinque Cerchi

di Deborah Villarboito –

L’aria frizzante che ancora si respira dopo la nomina di Milano-Cortina come sede delle Olimpiadi invernali del 2026 ha reso “il compleanno” della rassegna a Cinque Cerchi ancora più speciale. Il 22 luglio del 776 a.C., la città di Olimpia ospita la prima edizione dei Giochi: si svolge in un’unica giornata con una sola gara di corsa, ma, con il passare, del tempo, le Olimpiadi si arricchiscono di discipline sportive e letterarie, diventando lo specchio della cultura classica.

Nella città greca di Olimpia, il re Ifito d’Elide indisse una giornata di gare sportive per festeggiare una battaglia vinta contro i Piasti. Quasi 2800 anni più tardi, consideriamo ancora quella giornata come la prima edizione della Olimpiadi dell’era antica. Quei giochi furono molto diversi da quelli cui siamo abituati oggi. Come detto, la prima Olimpiade si consumò in una sola giornata e prevedeva soltanto una gara di corsa, lo stadion, equivalente a 192 metri. I giochi furono ripetuti a intervalli di quattro anni e, con il tempo, si arricchirono sempre più, dotandosi di importanti risvolti religiosi, sociali e culturali. Tenute nel nome di Zeus, la divinità-padre dell’Olimpo greco, le Olimpiadi acquisirono un’aura di sacralità così importante che le guerre tra le polis greche si fermavano durante le gare e richiamavano un’attenzione così grande in tutti i territori sotto l’influenza greca che i sovrani delle città-stato le utilizzavano come strumento per affermare la propria superiorità.

Gli atleti che partecipavano alle gare arrivavano anche dalle colonie più lontane: giungevano nella città di Olimpia un mese prima dell’inizio delle competizioni per gli ultimi preparativi e dovevano giurare, portando testimoni familiari, di essersi allenati duramente nell’anno precedente, in modo da essere pronti per performare al meglio sul campo. Con il passare degli anni, le Olimpiadi inserirono altre gare, allungandosi fino a cinque giorni e acquisendo connotati più simili a quelle moderne dei giorni nostri: allo stadion si aggiunsero il diaulos (corsa su due stadion), il dolikos (corsa di resistenza su 24 stadi, quasi 5 km), la corsa dei cavalli e dei carri, la corsa in armi, il pugilato, il pancrazio, la lotta libera, la sfida in armi, il lancio del peso, il lancio del disco, il tiro con l’arco, il giavellotto, il salto in lungo, il salto con l’asta e il pentathlon, la gara più importante e affascinante, composta da stadion, salto in lungo, giavellotto, disco e lotta.

Per le prime cento edizioni, le donne non erano ammesse nemmeno tra il pubblico: poi Cinisca, sorella del re di Sparta, Agesilao, infranse la tradizione partecipando ai Giochi e vincendo una gara di quadrighe. Al lato sportivo si affiancò presto anche quello letterario, con gare di scrittura e poesia, anche per elogiare gli stessi vincitori: le Olimpiadi divennero così lo specchio perfetto della cultura classica. I Giochi fiorirono anche in epoca romana: Nerone era un grande appassionato e partecipava di prima persona, ma vennero proibite nel 393 d.C. Dall’imperatore Teodosio perché considerate pagane e inclini alla corruzione. Scese così il sipario sulle Olimpiadi antiche, dopo 292 gloriose edizioni.

I primi Giochi Olimpici dell’era moderna si sarebbero svolti nel 1896 ad Atene, in Grecia, la terra dove erano nati in antichità. Fu fondato il Comitato Olimpico Internazionale (CIO) per organizzare l’evento, sotto la presidenza del greco Demetrius Vikelas. Le prime Olimpiadi dell’era moderna furono un successo. Con quasi 250 partecipanti, fu per l’epoca il più grande evento sportivo internazionale mai organizzato. La Grecia chiese di diventare sede permanente di tutti i futuri Giochi Olimpici, ma il CIO decise che le Olimpiadi avrebbero dovuto essere organizzate di volta in volta in una nazione diversa. Le seconde Olimpiadi furono assegnate a Parigi, Francia.

Dopo il successo dell’edizione iniziale, le Olimpiadi attraversarono un periodo di crisi. Le due edizioni del 1900 a Parigi e del 1904 a Saint Louis furono organizzate come semplice corollario alle Esposizioni Universali che si tennero in quegli anni nelle due città. La concomitanza con una manifestazione così importante limitò notevolmente la risonanza dell’evento olimpico. Soprattutto nell’edizione del 1904, la partecipazione internazionale fu molto ridotta, al punto che circa l’80% degli atleti era americano.

Nel 1906, per celebrare il 10° anniversario della prima Olimpiade moderna, il CIO organizzò le Olimpiadi estive ad Atene. Ci fu ampia partecipazione internazionale, e grande interesse di pubblico. Anche se non vengono tuttora riconosciuti nella cronologia ufficiale delle Olimpiadi, i Giochi del 1906 contribuirono ad accrescere la popolarità delle Olimpiadi. I Giochi del 1916 furono cancellati a causa dello scoppio della Prima Guerra Mondiale, e lo stesso avvenne per i giochi del 1940 e 1944, a causa della seconda guerra mondiale. Inoltre i vincitori della Grande Guerra impedirono alle nazioni sconfitte di partecipare alle Olimpiadi del 1920. Dal 1992 il CIO in occasione di ogni Olimpiade chiede ufficialmente alla comunità internazionale (con il supporto dell’ONU) di osservare la tregua olimpica.

Fa riflettere come il modo di concepire i Giochi sia cambiato radicalmente nel tempo. Ora si fanno discorsi economici, regnano gli appalti e spesso gli scandali. Gli sponsor fanno la parte del leone, lo sport diventa business e si crea i suoi eroi. Ben lontani spesso e volentieri dai Greci delle origini.

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