Persone scomparse: in Italia sono quasi 60 mila

di Alessandro Pignatelli –

Si parla spesso di Emanuela Orlandi, del mistero della sua scomparsa. Ma in Italia sono quasi 60 mila coloro di cui non si ha più notizia. Spariti nel nulla. Un esercito di ‘desaparecido’ da fare invidia ai Paesi del Sudamerica. C’è chi li definisce fantasmi. Vivi, morti o chissà…

Chi è uscito la mattina e la sera non è più tornato a casa. Chi è stato rapito o sottratto ai genitori da bambino, chi magari si è allontanato volontariamente per iniziare una nuova vita. Fatto sta che di questi 60 mila non sono mai stati ritrovati neanche i corpi. Tra gli altri, possiamo citare il fisico Ettore Majorana, misteriosamente volatilizzatosi la sera del 25 marzo 1938, quando aveva appena 31 anni. O il professor Federico Caffè, economista, uscito da casa a Monte Mario il 15 aprile 1987 e di cui nessuno ha più saputo nulla. 

I numeri sono spaventosi: è come se fosse scomparsa nel nulla una città come Matera, 59.044 persone. Giuliana Perrotta, dallo scorso mese di marzo Commissario straordinario del governo per le persone scomparse, ha un compito arduo. Perché si ritrova in un Paese dove tanti misteri vengono messi sotto lo zerbino. Misteri di ieri e di oggi. Episodi in cui ora viene coinvolta la Chiesa, ora i servizi segreti deviati, ora gli zingari. 

Dal 1974 al 30 giugno 2019 sono state 236.656 le denunce di scomparsa in Italia. Di queste, 90 mila hanno riguardato le donne e l’85 per cento è stato poi ritrovato. Purtroppo, un 1,3 per cento ha riguardato il ritrovamento di corpi senza vita. Tra i 59.044 che ancora non sono stati rintracciati, il 75 per cento è rappresentato da minorenni, la maggioranza stranieri (il 67 per cento). Un perché, in questo caso, c’è: il fenomeno è legato al fenomeno migratorio, in particolare all’allontanamento dai centri di accoglienza nel periodo 2015-2017. “Spesso sono sedicenti minori in quanto privi di documenti”. 

Diverso il discorso per i minori italiani. “Negli ultimi cinque anni, abbiamo registrato dati che fanno riflettere: 350 casi in più dal 2014 al 2018”. I minorenni del nostro Paese spariscono nel nulla. Dove finiscono, chi li rapisce, sono vivi o morti? Tra gli scomparsi ci sono coloro che sono stati affidati agli istituti: “Noi indaghiamo sulle cause dell’allontanamento perché c’è sempre una motivazione”. Nell’ultimo semestre “sono stati 419 gli allontanamenti volontari”. Come non citare poi le donne e le bambine? Sono il 34 per cento delle denunce sui 6.761 casi dell’ultimo semestre. Gli anziani rappresentano il 6 per cento, in particolare gli over 65 con problemi psicologici. 

Quello che il prefetto conferma è che in realtà non esistono ‘cold case’ in questo campo. “Non si smette mai di cercare. Adesso, poi, con le nuove tecniche che la scienza ha messo a disposizione, si cerca di risolvere proprio i cosiddetti ‘cold case’. Bisogna poter riconoscere bimbi rapiti anni fa, oggi adulti”. Resta però fondamentale iniziare le ricerche da subito per avere il lieto fine. Se dunque sparisce un parente o un familiare, un amico o un figlio, la denuncia va fatta entro le 24 ore. Dopo può essere troppo tardi. 

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