Vittoria Cacciapaglia, pendolare per lavoro: “Come migliorare i viaggi? Ci vorrebbe un miracolo”

di Alessandro Pignatelli –

Fa parte dell’esercito dei pendolari. Ogni mattina, dal 2012, deve prendere due treni per raggiungere il luogo di lavoro. Il primo tratto, da Ivrea e Chivasso; il secondo da Chivasso a Torino. Dal lunedì al venerdì Vittoria Cacciapaglia è ostaggio dei capricci dei nostri treni. Faranno ritardo o saranno puntuali? Saranno comodi o dovrò stare in piedi? Quanto sporca sarà la carrozza?

Conferma: “Spesso, molto spesso ho viaggiato su treni che hanno fatto ritardo e ho dovuto chiedere dei permessi sul lavoro”. Ritardi significano meno ore di lavoro, dunque meno produttività. Sì, perché Vittoria è una delle tante persone che, a causa del cronico ritardo dei nostri treni, incide pure sull’economia italiana. Non per colpa sua, naturalmente. È come se Trenitalia, che negli ultimi anni ha curato l’Alta Velocità dimenticandosi dei pendolari, facesse abbassare il Pil. 

Non solo ritardi, non solo necessità di chiedere al datore di lavoro i permessi. I treni sono sporchi: “Anzi, questo è un eufemismo. E sono pieni, specialmente nelle ore di punta e la mattina. Succede perché chiudono alcune carrozze per risparmiare e siamo costretti a stare in piedi”. Così si trasforma un convoglio in un treno bestiame. Gente ammassata che aspetta solo di arrivare a destinazione per respirare un po’: “In estate, ci sono effettivamente spesso problemi anche con l’aria condizionata”. 

Stiamo parlando di viaggi della speranza, veramente. La Ivrea – Torino può essere tranquillamente la Torino – Milano, la Milano – Bergamo, la Nettuno – Roma. Cambia poco o niente. Tant’è vero che i 5 minuti di ritardo, nel nostro Paese, sono considerati ormai di default. Quando in altri Paesi, vedi in Giappone, il ritardo di un minuto in tutto l’anno vale una multa salata all’azienda di trasporti nipponica. 

Il viaggio di Vittoria dura un’ora, ma con la coincidenza da attendere a Chivasso anche di più. C’è qualcosa che si potrebbe fare per rendere i treni pendolari migliori? “Un miracolo! Scherzo. Sicuramente la puntualità aiuterebbe, come una maggior pulizia. E sulla mia tratta, se ci fosse la linea unica per Torino senza dover cambiare a Chivasso”. Ma forse stiamo chiedendo troppo a chi velocizza gli spostamenti tra Milano – Roma dimenticandosi che la maggioranza dei viaggiatori vorrebbe solo i treni della linea storica in orario e senza cartacce o peggio in giro tra i vagoni. 

Rispondi