Coni e Sport e Salute: firmato l’accordo economico-finanziario: che vuol dire?

di Deborah Villarboito –

È stato firmato l’accordo che definisce la cornice economico-finanziaria fra Coni e Sport e Salute. Lo hanno sottoscritto il presidente del Coni Giovanni Malagò e quello di Sport e Salute, Rocco Sabelli. Il contratto sarà firmato entro il 30 settembre. “Credo sia stato un grande risultato” ha commentato Malagò, confermando che lo sblocco dello stallo nella trattativa con Sport e Salute è avvenuto grazie alla lettera del governo indirizzatagli dal sottosegretario Giancarlo Giorgetti. “Con una lettera ha sottolineato gli impegni del governo – ha aggiunto il n. 1 del Coni – spero di aver almeno portato la barca in porto”.

L’ultimo intervento è toccato a Silvia Salis, ex martellista, compagna del regista Fausto Brizzi e componente del consiglio nazionale del Coni: “Mi sembra assurdo che il governo non abbia mai sentito atleti e tecnici quando ha fatto questa riforma dello sport. Ci vuole meno fretta e più approfondimenti”. Applausi: ci sono ancora forti perplessità e malumori diffusi fra chi porta avanti il mondo dello sport, dal vertice alla periferia (e alcuni di loro sono volontari, non tutti…). 

Fra Coni e Sport e Salute c’è una tregua, anche se non tutti sono convinti che questa partita infinita sia finita. “Ma vogliamo scherzare, siamo solo agli inizi: ci sono ancora tante cose da mettere a posto…”, sostiene Sergio D’Antoni che di trattative se ne intende. Durissimi sono stati anche altri presidenti come Cito, Aracu, De Paola, Urso, Luciano Rossi, critici sia sul merito (“speriamo in un miracolo”) ma anche sul metodo scelto, un paio di giorni fa, da Rocco Sabelli, quando non ha fatto parlare nessuno. Francesco Ricci Bitti, collegato in videoconferenza al mattino con la Giunta, è stato ancora una volta fra i più negativi: “Quei cinque che hanno firmato la lettera contro Malagò (Petrucci, Barelli, Binaghi, Gravina e Cattaneo, ndr) non hanno capito che questa riforma danneggia anche loro. E’ una autentica assurdità e Abbiamo perso un’ennesima occasione di fare una cosa semplice, complicandoci la vita. Questo è un colpo di mano della politica”.

Ricci Bitti era stato molto chiaro anche in un incontro con Giorgetti: i due si stimano, ma sono su posizioni opposte. In molti, in consiglio nazionale, hanno chiesto uno stop alla riforma. Lo stesso senatore della Lega, Claudio Barbaro, presidente dell’ente di promozione sportiva Asi e relatore della legge in discussione, ha assunto una posizione coraggiosa, elogiata da molti suoi colleghi: “Giorgetti, che ha un ottimo rapporto con me, non sarà contento di quello che dico, ma sono preoccupato di quelle che potrebbero essere le conseguenze di un provvedimento che almeno nelle intenzioni non doveva produrre gli effetti che sta creando: potrebbe avere effetti devastanti perché aumenterà la forbice tra ricchi e poveri”. Giomi (atletica) ha ricordato ai colleghi che è mancata autocritica, e tante cose avrebbero potute farle loro in passato senza aspettare il governo. “In merito ai rapporti con Sport e Salute Spa, è stato evidenziato che, al termine di un lungo e proficuo dialogo, grazie alla disponibilità del Presidente e AD della società, Rocco Sabelli, finalizzato alla condivisione di un documento chiamato a definire la cornice economico-finanziaria dei rapporti tra le parti per il prossimo semestre, con l’impegno a declinarlo integralmente nei prossimi mesi. Contestualmente il Consiglio è stato informato della fondamentale importanza della lettera pervenuta dal Governo, attraverso il decisivo intervento del Sottosegretario Giorgetti, con rassicurazioni in tema di integrazione di risorse da destinare all’Ente per perseguire la missione istituzionale laddove si rendesse necessario”: è quanto si legge in una nota del Consiglio nazionale.

Intanto il Cio, come detto, sta indagando. Al termine è probabile che faccia al Coni una nota di richiamo, di “non rispondenza della legge” ai contenuti della Carta Olimpica ed è anche probabile che possa chiedere dei “correttivi”. Ma il governo è pronto a cambiare qualcosa? Ci sono dubbi. Sport e Salute ormai è una realtà e viaggia spedita, la legge delega sull’ordinamento sportivo è al Senato: lunedì gli emendamenti (200 di Forza Italia, 136 del Pd), poi potrebbe andare in votazione mercoledì, ultimo giorno utile prima delle vacanze. Il governo potrebbe mettere la fiducia, ma tutto potrebbe slittare a settembre. Questa legge non piace affatto a Malagò e non piace nemmeno al Cio. Troppi i punti in contrasto con le regole dello sport. Ma intanto un passettino in avanti è stato fatto.

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