Economia circolare: numeri, situazione del modello del futuro

Economia circolare: numeri, situazione del modello del futuro

8 Agosto 2019 0 Di il Cosmo

di Matteo Melani –

Rispetto dell’ambiente, filiera corta, risparmio delle risorse. Questi gli ingredienti dell’economia circolare, quella forma di sistema economico che privilegia il riutilizzo dei materiali di scarto per creare nuovi prodotti.

Si tratta di un modello sociale che garantisce sostenibilità e una maggiore durata dei prodotti nel tempo. Se da un lato alcuni leadr politici non ne hanno compreso il valore, molte imprese stanno iniziando a produrre secondo i principi dell’economia circolare, che- per molti esperti- ha tutte le caratteristiche per diventare il paradigma economico del futuro. Secondo uno studio della Commissione europea, si tratta un’opportunità che vale 1.800 miliardi di euro entro il 2030, con una crescita del Pil fino al 7% in più e sarà potenzialmente in grado di creare oltre 1 milione di nuovi posti di lavoro in tutta l’aera euro. Numeri che confermano i vantaggi che questo cambio di passo porterebbe, ma sui ancora rimane molto da fare nella transizione verso la sostenibilità. Ad oggi infatti si continua ad ammalarsi a causa dell’inquinamento (circa 3 mila miliardi l’anno tra medicinali e cure mediche) o addirittura  morire (circa 9 milioni di persone l’anno). Poi solo il 15% della plastica viene riciclata a livello mondiale (OECD 2018), il 25% è sottoposto a recupero energetico ed il restante 60% finisce in discarica.

Nel mondo la Cina è il paese che sfrutta al meglio gli effetti dell’economia circolare, grazie anche alle politiche verdi promosse dal governo. In Europa l’Italia rimane il primo paese, con un indice complessivo di circolarità, ovvero il valore attribuito secondo il grado di uso efficiente delle risorse, utilizzo di materie prime seconde e innovazione nelle categorie produzione, consumo, gestione rifiuti, pari a 108. Meglio di Regno Unito (90 punti), seguito da Germania (88), Francia (87), Spagna (81). La classifica però non deve trarre in inganno, dato che il nostro Paese ha conseguito un solo punto in più rispetto all’ultimo anno. Per fortuna dal mondo delle imprese arrivano esempi positivi, con forti investimenti nelle energie rinnovabili e di taglio delle emissioni di Co2. L’economia circolare è applicabile a qualsiasi settore produttivo: dalla moda, alle costruzioni fino alla ristorazione. Da noi sono soprattutto al Nord che si registra il maggior numero di aziende e realtà associative virtuose. Fra città invece spiccano invece Firenze e Napoli, seguite da Bologna e Venezia.