El Paso: il suprematismo bianco continua a mietere vittime

El Paso: il suprematismo bianco continua a mietere vittime

8 Agosto 2019 0 Di il Cosmo

di Martina Cera –

Sabato mattina ad El Paso, una città di poco meno di 700.000 abitanti lungo il confine tra gli Stati Uniti e il Messico, Patrick Crusius, un ventunenne di Dallas, è entrato in un supermercato Walmart e ha sparato con un fucile d’assalto uccidendo almeno 20 persone e ferendone altre 26.

El Paso è una città con grandi legami economici e culturali con il Messico (di cui è stata parte fino al 1836) e ha una popolazione all’82% di origine ispanica o latina. Da mesi al centro di un’enorme campagna propagandistica da parte del presidente Trump per la costruzione di quel muro più volte promesso in campagna elettorale, l’area urbana di El Paso in realtà è già separata dal Messico dalla barriera di sicurezza voluta da George H. W. Bush nel 1991 e poi rafforzata da Bill Clinton nel 1994. Non stupisce, tuttavia, che i toni violenti contro l’immigrazione irregolare e l’enorme campagna di odio portata avanti dai sostenitori del “Make America Great Again” abbia, alla fine, portato a conseguenze estreme. 

Su 8chan, sito noto per ospitare numerosi forum di estrema destra, è stato pubblicato un manifesto intitolato “Una verità scomoda”, contenente riferimenti all’attentato terroristico contro le due moschee di Christchurch in Nuova Zelanda e in cui vengono discussi alcuni aspetti dell’attacco di sabato, “possibile rimedio” per evitare che il Texas diventi una “roccaforte dei Democratici”. Inizialmente l’autorità giudiziaria ha attribuito il manifesto a Crusius, ma nelle ore successive il capo della polizia di El Paso Greg Allen ha dichiarato che le forze di sicurezza stanno ancora indagando per avere la certezza sulla paternità della pubblicazione. Se questa fosse confermata, tuttavia, El Paso sarebbe la terza strage annunciata su 8chan avente alla base odio razziale verso musulmani, ebrei o latini. Parlare di un “lupo solitario” per descrivere una persona forte di una rete di confronto, quando non di sostegno, radicalizzato nei forum di estrema destra, è privo di senso, come lo è cercare di applicare un doppio standard nella valutazione di quanto avvenuto, utilizzando il termine “killer” al posto di “terrorista” o addirittura appropriandosi del termine inglese “mass-shooter”.

I discorsi d’odio che generano atti d’odio non sono mai stati appannaggio esclusivo di una categoria di persone, è tempo che riconosciamo anche nel nostro prossimo, in quello che più ci somiglia, i segnali di quella radicalizzazione che siamo molto rapidi ad attribuire agli altri.