Il bagno dopo tre ore

di Fabiana Biabchi –

«No, non puoi entrare in acqua. Hai appena mangiato». Chi, soprattutto da bambino, non si è mai sentito rivolgere questa frase da una premurosa mamma italiana? Ma è davvero, quindi, soltanto una bufala? Quando c’è di mezzo la salute, occorre particolare cautela: vediamo allora cosa dice in merito una fonte autorevole come l’Istituto Superiore di Sanità sul suo portale “Issalute”, dedicato alla divulgazione.

Innanzitutto, che cos’è una congestione? «Il termine congestione è comunemente usato per definire un blocco digestivo (blocco intestinale da freddo o congestione dello stomaco) – illustrano gli esperti – Dopo i pasti, infatti, per svolgere la funzione digestiva e i processi chimici che permettono la trasformazione del cibo ingerito, stomaco e intestino necessitano di molto ossigeno che viene loro trasportato in gran quantità attraverso il flusso sanguigno. Un improvviso cambiamento della temperatura può provocare una diminuzione della quantità di sangue che arriva all’addome causando il rallentamento, o il blocco, dei processi digestivi con la conseguente comparsa di malessere». 

È vero che questo malessere è tipico (ma non esclusivo) dei mesi estivi. Fra le cause di congestione dopo mangiato riportate dall’Iss, troviamo infatti il passaggio improvviso da una temperatura elevata a una bassa e viceversa, l’assunzione di bevande ghiacciate o di cibi molto freddi, un’attività fisica molto intensa e anche il tuffo in acque fredde.

Dunque la regola delle tre ore è aurea? La realtà è che non c’è una risposta univoca: dipende dall’entità dei pasti e dalle condizioni personali. «È molto diffusa la convinzione che prima di poter fare il bagno, in mare o in piscina, si debbano attendere almeno due o tre ore dal termine del pasto; in realtà, il tempo di attesa dipende da cosa si mangia e dalle caratteristiche del singolo individuo – illustrano gli esperti dell’Iss – La raccomandazione è quella di seguire il buon senso: se si è consumato un pasto abbondante, ricco di grassi difficili da digerire, è preferibile aspettare 2-3 ore prima di fare il bagno; se, invece, il pasto è stato composto da cibi molto leggeri o da uno spuntino a base di frutta o di verdura (un panino non troppo ‘farcito’, un frutto, un’insalata, ecc.) si può fare il bagno anche immediatamente». 

A queste considerazioni, vanno sommate le altre condizioni: le proprie e quelle dell’ambiente. Se si avvertono segni di “pesantezza” è meglio attendere per il bagno. Inoltre, occorre valutare le proprie capacità come nuotatori e le condizioni dell’acqua.

«Un consiglio utile – aggiungono – è quello di entrare in acqua gradualmente, bagnarsi prima polsi e tempie, per abituare il corpo alla diversa temperatura, ed evitare il cosiddetto shock termico che è la causa principale della congestione».

I sintomi della congestione sono molto vari: si va dal dolore toracico al bruciore allo stomaco. Si possono avvertire, fra le altre cose, nausea e sensazione di svenimento, sudare freddo, avere capogiri e ritrovarsi in stato confusionale. A rendere particolarmente pericolosa la congestione in acqua è il fatto che si possano perdere i sensi e annegare o comunque non riuscire a tornare a riva. È quindi prudente mantenersi vicino alla spiaggia e soprattutto uscire subito dall’acqua ai primi sintomi di un malessere. Generalmente i sintomi si presentano gradualmente, ma raramente, soprattutto in caso di acqua molto fredda, la congestione può anche essere “fulminea” e causare subito una perdita di coscienza.

I bambini sono più soggetti degli adulti alla congestione. Questo è dovuto a una maggiore delicatezza dei loro organi digestivi, ma anche al fatto che spesso i più piccoli non si rendono conto immediatamente dei sintomi. Vanno quindi controllati attentamente mentre si trovano in acqua.

Cosa fare, infine, in caso di congestione? Ai primi sintomi bisogna fermarsi e stendersi in un posto ben ventilato e asciutto, con le gambe sollevate rispetto alla testa. La pancia va tenuta al caldo. Se la congestione è avvenuta in acqua, occorre asciugarsi e riscaldarsi subito. Quando la temperatura corporea si sarà ristabilita si può bere a piccoli sorsi liquidi tiepidi o a temperatura ambiente. Nei casi gravi occorre allertare i servizi di emergenza.

Rispondi