Pronto soccorso: cambia tutto, numeri al posto dei colori

Pronto soccorso: cambia tutto, numeri al posto dei colori

8 Agosto 2019 0 Di il Cosmo

di Alessandro Pignatelli –

Cambiano pelle i pronto soccorso italiani. L’obiettivo è ridurre i tempi di attesa. Addio ai classici colori a cui siamo abituati, si passa ai numeri da 1 a 5 (ma le Regioni potranno ancora abbinarci gli iconici rosso, giallo, blu, verde e bianco). L’obiettivo è dare tempi certi a chi si rivolge al reparto d’emergenza degli ospedali. 

L’idea di fondo prende vita anche da un’altra necessità: evitare i ricoveri inappropriati, aumentare la sicurezza delle dimissioni. Questo dicono le Linee di indirizzo nazionali su Triage Intraospedaliero, sull’Osservazione Breve Intensiva e lo sviluppo del Piano di gestione del sovraffollamento, messe a punto dal ministero della Salute con il benestare della Conferenza Stato – Regioni. 

Ci saranno 18 mesi di transizione, poi il nuovo sistema entrerà ufficialmente a regime. Avremo il numero 1, colore rosso, per l’Emergenza da trattare immediatamente: il 2, arancione, per l’Urgenza, da controllare entro massimo un quarto d’ora; il 3, azzurro, per l’Urgenza differibile, ossia l’intervento è previsto entro 60 minuti; 4, il verde, per l’Urgenza minore, con visita entro due ore; infine, il 5, il bianco, che significa Non Urgenza, e può portare ad attendere fino a quattro ore. Insomma, si vuole evitare che i pazienti restino parcheggiati nei corridoi del pronto soccorso, magari per una notte o un giorno interi. 

Viene poi creata l’area ‘see and treat’ dove, infermieri in possesso di una formazione specifica, applicheranno protocolli standard per urgenze minori. Sempre per ridurre il sovraffollamento al pronto soccorso. Ci sarà un’Area di osservazione breve e intensiva (Obi), per le terapie a breve termine, con possibilità di approfondimenti diagnostici. Per ridurre i ricoveri inappropriati e aumentare la sicurezza del pronto soccorso. 

Il ministro della Salute, Giulia Grillo, ha commentato positivamente il nuovo protocollo: “Abbiamo portato a casa una serie di provvedimenti importantissimi. Dalle classificazioni d’urgenza nei pronto soccorso a tutta una serie di elementi per ridurre il sovraffollamento, come tempi certi di visita. Abbiamo portato a casa anche la ripartizione del fondo dei 400 milioni di euro per la riduzioni dei tempi di lista d’attesa e la digitalizzazione delle prenotazioni”. Giudizio positivo pure da Stefano Bonaccini, presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome: “Si realizza un cambiamento importante. Qualcuno ha parlato di rivoluzione, ma credo si tratti semplicemente di una evoluzione basata su positive esperienze che si sono concretizzate in alcune Regioni”. Sergio Venturi, coordinatore vicario della Commissione Salute della Conferenza delle Regioni, conferma: “Il nuovo sistema allinea l’Italia agli standard della maggior parte degli altri Paesi”.