Pronto soccorso: Codacons e Simeu critici

Pronto soccorso: Codacons e Simeu critici

8 Agosto 2019 0 Di il Cosmo

di Alessandro Pignatelli –

C’è chi critica la rivoluzione del pronto soccorso. Sono il Codacons e la Società italiana di medicina di emergenza urgenza, il Simeu. Il suo presidente, Francesco Rocco Pugliese, spiega perché i cambiamenti difficilmente porteranno giovamento: “Non credo si ridurranno i tempi di attesa perché il vero problema è che nei pronto soccorso italiani mancano all’appello duemila medici ed è il medico che deve visitare i pazienti. Con un numero così esiguo di dottori, è impossibile rispettare i tempi massimi di attesa previsti per l’accesso ai pronto soccorso”.

Bocciatura, dunque, su tutta la linea. Pure dal punto di vista tecnico: “Il codice colore non penso possa essere comunque abbandonato perché è più immediato sia per il cittadino sia per il medico”. In questo caso, però, saranno le Regioni a poter decidere se associarlo al numero o toglierlo definitivamente. 

Non sono finiti i problemi secondo Francesco Rocco Pugliese: “Nei reparti degli ospedali mancano i posti letto a causa dei tagli fatti negli ultimi anni. È dunque impossibile che pazienti, come prevedono le nuove regole, vengano smistati ai reparti per il ricovero, quando questo è necessario, entro un massimo di 6 – 8 ore”. 

Addirittura polemico il Codacons in merito alle nuove linee d’indirizzo. “I nuovi codici sono una presa in giro per gli utenti e di sicuro non risolveranno i problemi”. Si entra nel dettaglio: “Ci sono situazioni, specie nei nosocomi del Sud Italia, dove il livello di assistenza è da terzo mondo, con i cittadini abbandonati nei corridoi e nelle corsie perché la carenza di personale medico non consente di fare fronte alle richieste. Le criticità del pronto soccorso non si risolvono certo ricorrendo a nuovi codici per il triage, ma aumentando il numero di medici e infermieri”. Il presidente Carlo Rienzi non ha dubbi, dunque: non è questa la strada da intraprendere se davvero si vuole cambiare il pronto soccorso italiano. Ma, evidentemente, per lo Stato è la strada meno costosa. E allora, avanti così. E se qualche paziente dirà che si sente solo un ‘numero’, questa volta avrà letteralmente ragione.