Ibiza, locale vietato ai napoletani. E i milanesi sfottono

Razzismo a Ibiza, in uno dei paradisi turistici della Spagna. A raccontarlo è Salvatore Ferraro, su Facebook: “Mia figlia Alessia Ylenia, in vacanza a Ibiza, ieri notte si è vista negare l’accesso al locale Hard Rock in quanto nata e residente nella provincia di Napoli”. Un vero e proprio episodio di discriminazione ai danni della studentessa di 21 anni di Somma Vesuviana, turista in terra straniera insieme a cinque amici.

Sono stati i buttafuori, dopo aver controllato i documenti dei turisti italiani, a decretare che non potevano avere accesso in quel locale. La giustificazione? L’ingresso era riservato ai residenti. Gli italiani, piuttosto dubbiosi su questa risposta, si sono appostati vicino al locale e hanno notato che a un altro gruppo di italiani veniva invece permesso di entrare al party. Sono quindi tornati davanti alla discoteca, come ha raccontato la stessa Alessia al quotidiano Il Mattino. A quel punto, i buttafuori hanno dovuto ammettere che erano solo i napoletani che non potevano entrare. “Ci hanno riferito che allontanavano i napoletano perché, nelle serate precedenti, si erano verificati litigi e furti, a loro detta, per mano di gente di Napoli. Siamo delusi e mortificati, siamo persone perbene, siamo stati educati fino alla fine, ma ci hanno umiliato”.

“Mia figlia e gli altri amici sono andati via addolorati e mortificati, tra i cori di scherno di alcuni ragazzi milanesi che erano lì e che li hanno dileggiati. Tale comportamento è inammissibile e razzista ed è da stigmatizzare specialmente in quanto avvenuto in una struttura così nota a livello mondiale. Basta essere ghettizzati. Basta essere individuati con Gomorra”. Il post su Facebook si conclude con una domanda da parte di Salvatore Ferraro: “Vogliamo mandare un messaggino tutti insieme all’Hard Rock?”.

Umiliati, dileggiati dagli stessi connazionali. No, non si può sentire nel 2019 una cosa del genere. Che purtroppo, in Italia, siamo però costretti a sentire ogni settimana negli stadi con i cori che spesso offendono proprio Napoli e i napoletani. Discriminazione: questa parola orribile speriamo possa uscire presto dal vocabolario. Non fa bene in nessuna parte del mondo.

di Alessandro Pignatelli

Rispondi