Caramelle da uno sconosciuto no, un passaggio sì

di Alessandro Pignatelli –

Rieccoci a parlare di Centro, Nord e Sud. C’è stato Ferragosto, una di quelle feste che raccoglie tutti intorno a grosse tavolate, in qualunque zona d’Italia si viva. Certo, più si scende e più il tavolo va allungato. Nel Meridione si arriva anche a 40 commensali tra zie, nipoti, cognate, famiglie delle cognate, figli e parenti vari. Pensate: in 40 che chiacchierano, mangiano e bevono. E che dopo aver bevuto chiacchierano ancora di più e a voce ancora più alta.

Che differenza con il Nord, vero? Anche qui ci si ritrova davanti a un piatto, ma l’atmosfera è decisamente più soft. Per arrivare a 40, bisogna invitare pure gli sconosciuti, cosa che naturalmente non accade. A proposito di sconosciuti, vi racconto una storiella che è accaduta davvero e che spiega forse meglio come siamo diversi, noi italiani, da un luogo all’altro dello Stivale. 

Sud, il tacco d’Italia per intenderci. Una coppia del Nord non trova l’autobus per tornare in albergo. E’ sera, i taxi non ci sono. A piedi è troppo lontano. Che faranno? Beh, passa di lì uno sconosciuto in macchina e loro gli chiedono un passaggio. Sì, avete capito bene: tutto quello che non bisognerebbe fare. Accettare un passaggio da un estraneo, benché “sembrasse normale”. Sono arrivati sani e salvi e lo ringraziano sentitamente.

Ora spostatevi al Nord: due persone nella stessa situazione che fanno? Il passaggio è meglio di no, Chi mai si fermerebbe a dare lo strappo a due ‘sconosciuti’? Vuoi mai che sia una coppia di assassini, delinquenti, ladri? Ovviamente la cosa è reciproca: e se l’autista è un maniaco? Insomma, i due restano a piedi, forse dormono all’addiaccio. La diffidenza regna sovrana al di sopa del Po, mentre al di sotto si è ‘aperti’, disponibili. Gentili. A volte non è detto che sia un vantaggio, intendiamoci. Ah, naturalmente, il conoscersi al Nord non basta per ottenere il tanto agognato passaggio. Mica disturberai l’amico in panciolle? Mica l’amico si offrirà, pensando magari che preferiate (come no…) farvi una lunga passeggiata a piedi.

Siccome spesso ho raccontato di un Centro che pare pendere più verso il Sud, qui non mi smentirò. Anche a me è capitato di dare un passaggio a un ragazzo con la macchina in panne. Siamo arrivati entrambi a destinazione. Che l’Italia, pure in questi tempi difficili, riesca ancora a essere il Paese dell’accoglienza e della gentilezza?

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