Consigli per i ritardatari cronici

di Fabiana Bianchi –

Chi è puntuale li detesta cordialmente. Chi invece del ritardo ha fatto uno stile di vita, si barcamena spesso tra una certa autoindulgenza e il desiderio di perdere quella brutta abitudine. La realtà è che alla base dei continui ritardi ci possono essere meccanismi molto diversi e che, fortunatamente, ci si può lavorare.

Spesso i ritardatari vengono descritti come persone egoiste, che non rispettano gli altri. Anche se questa può essere la prima impressione, non è sempre quella giusta. Ci sono persone che, per assurdo, arrivano in ritardo proprio perché si occupano prima di tutto degli altri: pensiamo per esempio a quei casi in cui la cura dei figli ricade completamente su un solo genitore malgrado la presenza dell’altro. Per altre persone, la causa del ritardo è una mentalità eccessivamente “multitasking”: si pensa di potere gestire tante cose insieme, ma ogni attività ha i suoi tempi e i suoi imprevisti e si rischia di sforare. Altri hanno una percezione errata del tempo e della sua distribuzione. In ogni caso, ci sono alcuni consigli che si possono fornire a chi vuole essere più puntuale.

Partiamo dalla mattina, momento della giornata critico pressoché per chiunque e per i ritardatari in modo particolare. Il buongiorno si vede dalla sveglia: sono pochi gli eletti che riescono ad alzarsi al primo suono. Per gli altri, un piccolo trucco può essere quello di mettere una sveglia anticipata e poi quella definitiva. Se per esempio occorre essere in piedi alle 7, si può mettere una sveglia alle 6,45 da rimandare tre volte e una diversa alle 7 che sarà quella “definitiva”. Questo aiuta anche a ridurre il rischio di spegnere incidentalmente la sveglia e rimanere addormentati: ce ne sarà una seconda a riportarci nel mondo dei vivi. Una delle abitudini migliori per i ritardatari e per chi, in generale, vuole godersi fino all’ultimo minuto disponibile di sonno, è quella di preparare tutto in anticipo alla sera. Dai vestiti da indossare al pranzo per l’ufficio del giorno dopo, passando per la tavola già preparata per la colazione.

Passiamo all’organizzazione della giornata. Qui occorre chiedersi le ragioni dei ritardi. Se ci si rende conto che la causa risiede nei troppi impegni, l’unica soluzione è quella di sfoltire l’agenda e di dire no, ogni tanto. Per organizzare le attività, è poi fondamentale avere un’idea realistica di quanto tempo richieda ognuna di esse. C’è un solo modo per farlo: armarsi di timer e verificare di persona. Le stime, spesso, sono vistosamente falsate. Sappiamo tutti quanto il tempo voli quando si guarda la home di Facebook e quanto rallenti quando laviamo i piatti. In questo modo, potremo incastrare con la giusta consapevolezza gli impegni e intraprendere le attività giuste al momento giusto. Se per esempio abbiamo visto più volte che lavare i capelli e asciugarli ci richiede mezz’ora, non ci verrà in mente di farlo un quarto d’ora prima del momento di uscire di casa. Attenzione, però: in tutte le attività occorre tenere presente un margine per gli imprevisti. Solo in questo modo saremo realmente “attrezzati” contro il ritardo.

La buona notizia è che certe perdite di tempo sono controllabili. Se per esempio ogni mattina perdiamo cinque minuti per cercare le chiavi o la tessera dell’autobus, prendiamo spunto per abituarci a lasciarle sempre nello stesso posto. Se puntualmente dobbiamo rifare le scale perché abbiamo dimenticato a casa gli auricolari, compriamone un altro paio da lasciare in auto.

Due grandi nemici della puntualità, nella cui rete cadono spesso anche le persone più produttive, sono il “multitasking” e quello che potremmo definire “prolungamento inopportuno delle attività”. Nel primo caso, le persone tendono a volere fare troppe cose insieme. Questo porterà a non concentrarsi adeguatamente su nessuna di queste, facendo sì che ogni attività richieda più tempo di quanto ne avrebbe richiesto se le avessimo dedicato tutta la nostra attenzione. Inoltre, ogni attività porta con sé imprevisti e ritardi: se nello stesso lasso di tempo ne eseguiamo tante, questi andranno a sommarsi. Il “prolungamento inopportuno delle attività” si ha invece quando si insiste a prolungare il tempo da dedicare a qualcosa. Se per esempio stiamo lavorando a un documento e arriva l’ora di prepararsi per un altro impegno, non bisogna cadere nella trappola dell’«Aggiungo ancora due righe». Questo fenomeno è ancora più marcato quando (miracolo!) siamo in anticipo. Allora la tentazione potrebbe essere irresistibile. Non va fatto.

Infine, organizzare e percepire il tempo sono talenti. Soprattutto se sappiamo che non è il nostro forte, facciamo particolare attenzione a tenere sotto controllo il tempo, per esempio indossando banalmente un orologio. Alcune attività, poi, sono particolarmente “truffaldine”: i videogiochi e i social network, per esempio, sono degli abilissimi ladri di tempo. Con loro occorre un occhio sempre vigile sull’orologio e polso di ferro.

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