Dal gialloverde al giallorosso? Il M5S scarica Salvini

di Alessandro Pignatell –

Si è chiuso il Governo Conte dopo che lo stesso premier ha annunciato, in Senato, che l’avventura era terminata e che sarebbe andato al Quirinale a consegnare le sue dimissioni nelle mani del presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Ora che accadrà? Le strade sono fondamentalmente tre: governo tecnico del presidente, nuova alleanza e maggioranza in Parlamento, elezioni a ottobre.

Poche ore prima dell’annuncio di Giuseppe Conte, era stato il Movimento 5 Stelle a prendere una decisione: scaricare l’alleato Matteo Salvini. Un chiaro messaggio che mancava solo l’ufficializzazione della fine di 14 mesi di esecutivo gialloverde. “Ci siamo ritrovati compatti nel definire Salvini un interlocutore non più credibile” le parole da parte dei vertici M5S, guidati da Beppe Grillo, Davide Casaleggio e Luigi Di Maio. 

La chiusura di una porta potrebbe però aprire un portone. Al di là del quale potrebbe esserci il Pd. Sì, dopo l’alleanza giallo-verde ora potremmo avere quella giallo-rossa. Intanto, il M5S ci ha tenuto a fare un distinguo tra Lega e Salvini: “Dispiace per il gruppo parlamentare della Lega con cui è stato fatto un buon lavoro in questi 14 mesi”. Poco importa. Le baruffe in Senato hanno sancito la divisione anche tra i due gruppi. A Palazzo Madama, Giuseppe Conte non è stato lasciato solo: il Movimento si è infatti presentato compatto al fianco del presidente del Consiglio, che nel suo intervento di un’ora ha scaricato tutto il nervosismo accumulato in queste settimane su Salvini (dalla Russia al rosario, passando per la crisi fatta scoppiare per puro opportunismo). 

Che succederà adesso, dicevamo? Difficile fare pronostici, ma possiamo fare qualche azzardo. Il Pd, perlomeno quello ufficiale del segretario Nicola Zingaretti, dice di non volersi alleare facendo inciuci con Di Maio & C. Ma c’è un Matte,o Renzi, che pare invece voler rientrare in scena proprio avvicinandosi ai Cinque Stelle. E a proposito di divisioni, se il Movimento si è compattato nello sconfessare definitivamente Salvini, non altrettanto si può dire per il possibile cin-cin con il Pd. Proprio Grillo avrebbe detto il contrario di quanto sostenuto da Di Maio (che però resta il leader), aprendo la strada a questa strana alleanza. Prima di capire se avremo davvero un Governo Pd – M5S o se non altro centrosinistra – M5S, c’è da segnalare l’altro Matteo, il ministro dell’Interno, irremovibile nella sua posizione: “O governo o voto”. Voto che la Lega naturalmente vuole per capitalizzare i consensi ed essere, anche in caso di alleanza del centrodestra, il primo partito della coalizione. Con largo margine sugli altri. Con Giorgia Meloni di sicuro, con Silvio Berlusconi si vedrà. Il Cavaliere resta un personaggio ingombrante, pur con pochi voti ormai nelle sue corde. E Salvini non vuole personaggi che ne possano oscurare in qualche modo la leadership. 

Al momento, a margine di tutti i discorsi fatti, pensare al futuro dell’Italia è come giocare a Sudoku. Non impossibile, ma difficile. Che alla fine sia Sergio Mattarella a riuscire a completare tutte le caselle?

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