Il rumore dei tuoi passi di Valentina D’Urbano

di Fabiana Bianchi –

Quella di Alfredo e Beatrice è una storia senza lieto fine. L’autrice ce lo dice chiaramente, fin dalle prime pagine. Se molti autori amano spiazzare il lettore deviando all’ultimo momento da quello che sembrava un percorso già tracciato verso l’”happy ending”, Valentina D’Urbano mostra subito la sua peculiarità con una prolessi che potrebbe apparire sconcertante, ma in realtà è un coerente assaggio della storia che ha deciso di raccontare. Perché questa giovane scrittrice ama raccontare: la forza e l’energia della sua narrazione traspaiono piacevolmente tra le righe. Del resto, come scrive lei stessa, «anche l’ultimo dei poveracci ha bisogno di una storia».

La protagonista, Beatrice, narra la sua in prima persona. Parte dall’epilogo per poi ripercorrere la sua infanzia, trascorsa nel quartiere noto come “la Fortezza”. Corrono gli anni Settanta e nella periferia più degradata prosperano il traffico di droga e altre attività clandestine. Come tutte le altre famiglie del quartiere, quella di Beatrice ha occupato abusivamente l’alloggio in cui vive. Al quinto piano, un’altra famiglia ha fatto lo stesso. Il padre e i suoi tre figli arrivano dalle baracche vicino al fiume. «Lì ci abitavano i morti di fame veri, roba che noi della Fortezza, al confronto, eravamo ricchi». La famiglia del quinto piano ora ha un tetto vero sopra la testa, ma le cose non migliorano: il padre, alcolizzato, infligge botte e maltrattamenti ai tre figli. È per questo che Alfredo entra nella vita di Beatrice quando ha otto anni: il bambino cerca rifugio dalla violenza a casa sua. Si cementa così il singolare rapporto che unisce i due ragazzi. Nel quartiere li chiamano “i gemelli”, perché sono cresciuti insieme. E proprio come accade spesso fra i veri fratelli, il loro è un legame sanguigno, appassionato, fatto di emozioni senza riserve. Alfredo e Beatrice litigano, si picchiano, si fanno dispetti e al contempo si amano, si ammirano, non sanno stare l’uno senza l’altro. Nel tempo, il rapporto evolve e acquista sfumature diverse. I due ragazzi crescono e devono affrontare insieme tutte le difficoltà che un quartiere come la Fortezza può presentare. D’Urbano le descrive senza pietismi, con una naturalezza che rende il personaggio di Beatrice particolarmente plausibile. 

Un libro che si legge facilmente, quasi con avidità. Un romanzo che si divora in fretta ma richiede del tempo per essere elaborato. E che, come le opere degne di nota, ogni tanto si riaffaccia alla mente del lettore con una frase o un’immagine.

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