Non aprite quella sezione: viaggio nel reparto donna del web

Non aprite quella sezione: viaggio nel reparto donna del web

22 Agosto 2019 0 Di il Cosmo

di Sabrina Falanga –

Non starò qui a sottolineare che certe distinzioni non dovrebbero nemmeno esistere, anche se dovrei visto lo scopo della rubrica (che, ricordiamolo, si chiama Uomen proprio perché vuole mettere sullo stesso piano uomini e donne), perché questo è un argomento che meriterebbe un capitolo proprio. Un po’ come quello che presto affronteremo a proposito della distinzione dei giocattoli nelle corsie dei supermercati o nei reparti dei negozi specializzati.

Oggi la sezione andiamo ad analizzarla e parliamo della “sezione donne” che troviamo puntualmente sulla maggior parte dei portali di informazione: questa mattina ne ho aperto uno casualmente, perché cercavo notizie di carattere generale, e la scritta “donne”, ça va sans dire, mi ha attratta come Winnie The Pooh dal miele.

La prima domanda che mi sono posta (dopo aver sbirciato la sezione) è stata: ma esattamente, cosa mi aspettavo? Non lo so, in effetti. Una recensione sui nuovi assorbenti interni ecosostenibili, forse. I risultati di una ricerca scientifica sul tumore all’utero, magari, o una ginnastica speciale per la gravidanza. Quegli argomenti, insomma, che sono davvero dedicati prettamente al mondo femminile, semplicemente perché un uomo non ha né il ciclo né l’utero e non può avere una gravidanza. Insomma, se proprio bisogna fare una sezione esclusiva “donne” che sia davvero esclusivamente per noi, no?

Perché mi sono detta: il make-up, oggi, è sdoganato anche per l’uomo, quindi no, non lo metterei nella sezione donne. Quello della moda è un mondo fatto anche di uomini, che ci lavorano oltretutto: perché non dovrebbe, un uomo, essere quindi interessato anche solo alle ultime tendenze? Che poi lo stesso discorso vale anche per gravidanze e uteri, vedi ginecologi, quindi in realtà il campo si restringe ancora di più.

La seconda riflessione che ho fatto è stata proprio in merito alle mie aspettative: è stato difficile trovare anche solo quei tre argomenti di cui mi aspettavo si parlasse, perché qualsiasi altro tema mi sembrava adatto anche al mondo maschile (vedi esempi sopracitati).

Infine, i ragionamenti sugli argomenti.

Dunque, non appena aperta la sezione del portale su cui mi trovavo, ho trovato ben nove articoli, dico nove, sull’astrologia: scopri la tua sessualità in base al tuo segno, come andranno le vacanze in base al tuo segno, come andrà il weekend in base al tuo segno. Che poi, voglio dire, è da quando sono nata che ho Giove in opposizione, basta, l’ho capito, mi sono anche arresa sul capire cosa mai gli avrò fatto.

Ma passiamo oltre. Si parla dei cibi “anti caldo” da portare in spiaggia, di come pulire il frigo prima di partire per le vacanze e di cosa preparare tra i fornelli per stupire gli ospiti e di come disfarsi del ferro da stiro.

Donne e casa? Che binomio moderno. Avanguardia pura.

L’articolo più interessante, però, parla di come affrontare la paura di chiedere le ferie al capo. Ora spero ne facciano uno su come affrontare la paura delle sezioni “donne” nei portali d’informazione.

Insomma, ncs (non ci siamo): questo è il motivo per cui, secondo la sottoscritta, non dovrebbero esistere le sezioni apposite. Non nego che ci siano argomenti destinati solo a un genere o all’altro, ma sono veramente pochi. A una donna può interessare un articolo sul nuovo motore Mercedes o sui nuovi rasoi con ventisei lame così come a un uomo può interessare quali colori di smalto saranno di tendenza nel prossimo autunno/inverno.

Crearle significa doverle poi mantenere e curare ed è proprio in questa forzatura che, poi, ci si ritrova (da giornalisti) a ripiegare sull’oroscopo.