Tre anni fa il terremoto nel Centro Italia: ricostruzione troppo lenta

Oggi ricorre il terzo anniversario del tragico terremoto che colpì il Centro Italia, in particolare la città di Amatrice, facendo in totale 299 vittime. Erano le 3:36 di notte quando la terra tremò, prendendo in pieno anche Accumoli e facendosi sentire a centinaia di chilometri di distanza. Lazio, Abruzzo e Marche le regioni più colpite.

L’anniversario è stato ricordato con il silenzio, con i falò e con le fiaccolate. In un territorio che non ha perso solo vite umane, ma anche i connotati geografici. Dove tuttora ci sono macerie. E su questo punto bisognerebbe aprire un lungo dibattito perché si sta procedendo troppo lentamente con la ricostruzione.

Amatrice ha ricordato l’evento traumatico con una veglia e una fiaccolata, alle 3:36 ci sono stati i rintocchi di campana, uno per ogni vita portata via dal terremoto. In mattinata, la messa al Palazzetto dello Sport, officiata dal vescovo di Rieti, monsignor Domenico Pompili. Il sindaco, Antonio Fontanella, alla vigilia ha rivolto un appello a stampa, istituzioni e politici “affinché il volere dei familiari delle vittime sia rispettato. Siamo a disposizione 364 giorni l’anno, quella notte abbiamo bisogno di stare tra noi, senza telecamere, senza persone esterne alla comunità amatriciana”.

Ha pagato il suo pesante tributo pure Accumoli, con 11 morti. Anche in questo borgo la veglia e la messa celebrata da monsignor Pompili. La ricostruzione qui è alla fase di progettazione per 80 tra scuole, ospedali, opere di urbanizzazione, dissesti, chiese, caserme e municipi: oltre 120 milioni di euro. Ad Amatrice sono comparse qualche tempo fa le prime gru per gli interventi sui primi condomini privati e sull’albergo ‘Il Castagneto’. La rimozione delle macerie il primo delicato momento della ripartenza. Tutta la diocesi di Rieti è impegnata per rendere di nuovo funzionali 70 chiese danneggiate dal sisma. Al momento, sono stati completati 40 interventi, 15 sono in fase di progettazione, cinque in esecuzione e 10 sono in fase di inizio lavori.

Prosegue anche la battaglia nei tribunali. In quello di Rieti è in corso il dibattimento per i crolli delle due palazzine ex Ater di largo Sagnotti, ad Amatrice, e per il crollo della torre campanaria ad Accumoli. Udienza preliminare per il crollo della palazzina ex Ina Casa, sempre in largo Sagnotti. Siamo nella fase delle indagini preliminari per il crollo del convento Don Minozzi di Amatrice, dell’Hotel Roma e di un’abitazione in corso Umberto I. Andrà a breve a dibattimento l’inchiesta per il crollo del B&B nella frazione di Saletta.

Tre anni sono passati da quella che fu la prima di una lunga serie di scosse. Tre anni in cui si è lavorato, si è aspettato, si è ricordato. Forse si è aspettato troppo per colpa della burocrazia. Perché da un terremoto ci si riprende prima se le case, gli alberghi e le chiese – almeno loro – riprendono vita al più presto possibile.

di Alessandro Pignatelli

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