Mihajlovic, una panchina che dà coraggio

Sinisa Mihajlovic ieri sera era in panchina per allenare il suo Bologna nell’esordio in campionato contro il Verona. Niente di strano, è il suo lavoro, ma da 40 giorni il tecnico è in cura per leucemia. Per l’occasione, ha lasciato il Sant’Orsola di Bologna, facendo una grande sorpresa a tutto il mondo del calcio, in particolare ai suoi giocatori che negli spogliatoi hanno anche pianto.

Mihajlovic ha confermato di essere un guerriero. Lo era in campo da calciatore, lo è da allenatore e da uomo. Sta affrontando con grande coraggio la sua malattia. I 40 giorni precedenti alla sfida del Bentegodi li ha passati tutti in ospedale tra chemioterapia e antibiotici. Del resto, aveva promesso ai suoi ragazzi che ci sarebbe stato. La notizia ha naturalmente fatto il giro del mondo. E dire solo un paio di giorni prima i medici gli avevano sconsigliato qualsiasi imprudenza perché i valori erano troppo bassi. Lo stesso Sinisa li ha in un certo senso tranquillizzati: “Tornate tra due giorni, saranno risaliti”. E così è stato.

Importa poco in tutta questa storia come sia finita la partita, 1-1, nonostante il Bologna abbia giocato praticamente per tutta la partita in superiorità numerica. La moglie del serbo, Arianna Rapaccioni, su Instagram ha voluto lanciare un messaggio al marito: “I guerrieri si riconoscono da lontano. My love”. Nella foto, la coppia è sorridente. E tanti sono stati i commenti di incoraggiamento per il mister, senza distinzione di maglia e di tifo.

Dicevamo che a Mihajlovic probabilmente interessava portare via i tre punti dal Veneto perché lui è così, il suo lavoro è portare la squadra il più in alto possibile. Ma la vera partita che sta combattendo è un’altra. Più difficile di ogni match che si possa immaginare. Entrando in ospedale, 40 giorni fai, Sinisa si è tagliato i capelli a zero, in previsione della perdita dovuta alle terapie. In realtà, i capelli gli sono ricresciuti tutti. Una specie di messaggio di forza che è arrivato anche dal suo corpo. “Se ce la facciamo noi, ce la farai anche tu”. È una bella storia quella di Sinisa Mihajlovic in panchina per Verona-Bologna. Segue a quella che poco tempo fa è finita purtroppo senza lieto fine, ovvero Nadia Toffa. Sempre sorridente e guerriera anche lei. Certo, non è sufficiente sempre contro certe malattie essere forti e avere coraggio, ma di sicuro lo stato d’animo può aiutare chi è malato. A sperare.

di Alessandro Pignatelli

Rispondi