Governo giallorosso o elezioni

di Alessandro Pignatelli –

Nel momento in cui scriviamo, non è ancora chiaro cosa farà Sergio Mattarella al termine delle consultazioni. Se affiderà un incarico esplorativo e a chi. Febbrili gli incontri tra Movimento 5 Stelle e Partito Democratico per costruire un’alleanza e quindi una maggioranza in Parlamento. Nicola Zingaretti ha fatto sapere che i Dem hanno accettato il nome di Giuseppe Conte come premier (sarà dunque di nuovo lui a ricevere l’incarico dal presidente della Repubblica?), ma i nodi non sono sciolti completamente. In particolare, c’è disaccordo su Luigi Di Maio vice premier. 

Possiamo dunque fare delle ipotesi. Che paiono essere due. O governo giallorosso con un Conte – bis oppure nuove elezioni. Non ci sono altre alleanze possibili. Anche il riavvicinamento tra Lega e Movimento 5 Stelle, da qualcuno dato per possibile, è più fantapolitica che altro. Intanto, il capo dello Stato martedì e mercoledì ha proseguito con le consultazioni, sperando probabilmente in una buona notizia dai gruppi arrivati al Quirinale. 

Sì, perché Mattarella pare essere dalla parte di un nuovo governo senza tornare alle urne. Lo aveva fatto capire già alla fine delle prime consultazioni: “Si vota ogni cinque anni e siamo solo a un anno dall’ultima elezione”. Pur se arbitro e quindi neutrale, l’inquilino del Quirinale spera di dare all’Italia un nuovo esecutivo al più presto. Ci sono scadenze importanti (vedi Manovra) e impegni con l’Europa da rispettare. C’è lo spettro dell’aumento dell’Iva in caso di esercizio provvisorio. Nemici da scongiurare per evitare che l’Italia scivoli di nuovo in recessione. 

Quella finita mercoledì è stata una settimana di continui tentativi di capire come sarebbe finita la telenovela M5S – Pd. I media hanno concesso le prime pagine e speciali su speciali sulla crisi di governo. In un mese, agosto, che solitamente vedeva i nostri politici al mare e non al lavoro. Una crisi atipica, scatenata da Matteo Salvini. 

Se la soluzione che uscirà vincitrice sarà quella di nuove elezioni, bisognerà invece capire quando si potranno fare. Anche in questo caso, per l’Italia sarebbe qualcosa di atipico un voto in autunno/inverno. Mai successo nella storia della Repubblica. Ma d’altronde, considerato che quello ormai finito era un governo del cambiamento, non poteva che essere anche la crisi una crisi diversa dal solito. Contro tutte le abitudini italiche, se non altro. 

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