La casacca rossonera di Salvini

di Michela Trada –

Cos’hanno in comune Matteo Salvini e il Milan? E che c’azzecca questo paragone, potreste rispondermi. Vero, non fosse per la fede, mai nascosta, del successore di Bossi. In effetti una nota in comune, Salvini e Maldini & Co ce l’hanno: il potere di resuscitare i morti (tranquilli nessun paragone blasfemo data la vocazione del leader del Carroccio).

La massima autorità leghista, in queste settimane di intenso calciomercato, sta indossando nel miglior dei modi la sbiadita casacca rossonera che tanto ama e che per cinque mesi ha appeso come reliquia nel suo ufficio romano (si preannuncia una stagione di vacche magrissime per Giampaolo & Co.)

In un sol colpo, infatti, il buon Matteo è riuscito a ridar potere di parola a Renzi, Prodi e Bersani roba incredibile anche solo da pensare non più tardi di un anno fa. Il magico triumvirato degli anni d’oro piddini, sparito per mesi e mesi, è ora lanciato vento in poppa verso il Conte bis nel magico potere del rimpasto all’italiana. Dal canto suo il team del pistolero spuntato è riuscito a regalare i tre punti alla mediocre Udinese in lotta lo scorso anno per la salvezza fino alla penultima giornata del campionato 2018/2019.

A sto giro il capitano ha sbagliato clamorosamente rotta, una cilecca alla Castillejo o alla Schettino per rimanere in tema marittimo, che lo ha portato dalle stelle alle stalle. Il Ministro degli Interni si è per un attimo scordato, in questa calda estate dai mille impegni, che l’Italia è una Repubblica Parlamentare e che le poltrone piacciono a tutti, anche ai morigerati e integerrimi penta stellati (altro che taglio, qui non solo non si lascia, ma si raddoppia). Il voto tanto agognato per governare in solitaria dopo lo strappo coi cugini grillini sembra un lontano ricordo, mentre Zingaretti e Di Maio apparecchiano la tavola per la nuova intesa al grido di abbasso la Lega.

Ora, quindi, che farà Salvini? Lui dichiara di essere stato felice della sua decisione perché il Governo “viveva una fase di stallo”, ai più, invece, sembra una mossa tafaziana destinata ad essere ricordata nel tempo. Una domanda, però, che sarebbe corretto girare a tutta la Destra che, senza la Lega, conta politicamente davvero poco rispetto ai fasti passati. Esattamente come il Milan che, dall’addio di Berlusconi, non gode più nemmeno dei “giusti” favori arbitrali. Maldini interverrà sul mercato? Forse.

La stagione è appena iniziata, ma il destino sembra già essere scritto: quello rossonero, certo, mica quello giallorosso…

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