La scatola a forma di cuore, di Joe Hill

di Fabiana Bianchi –

Ha scelto uno pseudonimo che lo distacca dal notissimo nome del padre e se solo dopo avere raggiunto il successo ha rivelato di essere il figlio di Stephen King. Se suo padre ne è il Re incontrastato, Joe Hill (pseudonimo di Joseph Hillstrom King) ha dimostrato di meritarsi appieno e con le sue forze quantomeno una posizione di “principe dell’horror”.

I paragoni non saranno forse graditi ai due King, ma in ogni caso il più giovane non ne esce affatto male. È evidente che padre e figlio non sono accomunati solo da una marcata somiglianza fisica, ma anche da diversi tratti comuni nello stile di scrittura. Sebbene King senior rimanga attualmente inavvicinabile, lo junior pare avere ereditato (e affinato, gli va riconosciuto) la stessa abilità nello spaventare e inquietare il lettore senza ricorrere a mezzucci.

«La scatola a forma di cuore», pubblicato nel 2007, è stato il primo romanzo firmato da Joe Hill dopo avere esordito con una raccolta di racconti. Protagonista del romanzo è l’ex star del metal Judas Coyne. Noto collezionista di oggetti legati al sovrannaturale, acquista sul web un abito appartenente al defunto Craddock. A detta dei parenti, lo spirito dell’uomo sarebbe intrappolato nell’indumento. Quando l’abito arriva nella sua casa, effettivamente si manifesta qualcosa. Qualcosa di malvagio, intenzionato a distruggere la vita del musicista.

I personaggi, sebbene leggermente stereotipati, sono interessanti. La relazione fra loro, poi, all’inizio è tratteggiata in modo estremamente realistico e disincantato. Le scene che intendono destare l’orrore del lettore lo fanno in modo egregio, insinuando un’inquietudine tutta kinghiana. Il ritmo si mostra molto variabile: se nella prima parte la storia si sviluppa secondo un andamento più lento, seppure costante, con l’avanzamento i fatti si fanno concitati, fino a un atteso e gustoso confronto finale. I colpi di scena non si fanno desiderare. Joe Hill ha saputo costruire un intreccio magistrale, in cui gli sviluppi del presente si alternano alla perfezione con l’emergere di realtà del passato.

Un’unica pecca: rispetto al suo spietato (nei confronti dei personaggi) padre, Hill mostra un cuore più tenero e proseguendo nella narrazione talvolta tralascia il realismo a favore di una visione più edulcorata del reale. Ma, nel complesso, “La scatola a forma di cuore” merita di essere consigliato. Lettura raccomandata di giorno, o almeno con molte luci accese e qualcuno a tenere compagnia.

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