Quale futuro per l’Afghanistan?

di Martina Cera –

Gli Stati Uniti sarebbero pronti a chiudere i negoziati con i talebani in Afghanistan per il ritiro delle truppe americane. Una guerra che ha molto in comune con quella in Vietnam: l’invasione di un Paese molto più debole e il conflitto contro un nemico molto più povero, una vittoria annunciata che si trasforma in una guerra logorante. Diciotto anni fa, alla guida di una coalizione internazionale, l’esercito statunitense attaccò l’Afghanistan per colpire il gruppo terroristico Al Qaeda in risposta agli attentati al World Trade Center dell’11 settembre. Nel 2001, dopo aver attaccato il governo dei talebani, colpevoli di aver ospitato e aiutato gli uomini di Bin Laden, Washington si impantanò nella guerra più lunga della sua storia. 

A gennaio, quindi, sono iniziati i negoziati in Qatar per trattare la fine della presenza statunitense – circa 14.000 soldati, nel Paese. Durante una visita in Afghanistan il mese scorso, il Segretario di Stato Mike Pompeo ha dichiarato che l’amministrazione Trump sperava in “Un accordo di pace prima del 1° settembre” ed è probabile che fra 18 mesi gli americani si saranno definitivamente ritirati dall’Afghanistan. Mentre gli Stati Uniti auspicano un ritiro graduale delle truppe i talebani insistono per una soluzione più rapida e senza il coinvolgimento del Governo di Kabul, sostenuto dagli americani, che difatti non ha partecipato al tavolo dei negoziati. 

Questo, ovviamente, apre a tutta una serie di domande sul futuro del Paese: che ne sarà del Governo voluto da Washington? Che cosa faranno i talebani una volta ritornati al potere? È probabile che dopo essere stato cacciato da Siria ed Iraq il sedicente Stato Islamico – che raccoglie consensi tra i giovani delusi dai talebani, ci riprovi in Afghanistan? Che prezzo dovranno pagare i civili? 

Nell’ultimo mese il numero di attentati in Afghanistan ad opera dei talebani è aumentato, paradossalmente proprio in contemporanea con il progredire dell’accordo di pace con gli USA e con l’avvicinarsi delle elezioni presidenziali previste per il 28 settembre, mentre solo la scorsa settimana a Kabul 63 persone sono morte e 180 sono rimaste ferite in un attacco suicida in una sala per cerimonie dove si stava festeggiando un matrimonio. 

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