Tokyo 2020: anno dalla Paralimpiade, forse la più bella

di Deborah Villarboito –

Per Andrew Parsons, saranno i suoi primi Giochi estivi da Presidente del Comitato Paralimpico Internazionale. “Non potrei essere più ottimista. Ci saranno le più grandi prestazioni sportive di ogni tempo e cambieranno la società giapponese. Gli atleti paralimpici sono protagonisti nelle pubblicità”. Saranno i Giochi più visti. “Grazie all’incremento delle tv e alla Rete, Tokyo 2020 supererà ogni record di visualizzazione e i 4,1 miliardi di persone che potevano assistere a Rio 2016”.

Dopo Londra e Rio ci si aspetta stadi pieni.“Devono essere vissuti dalle famiglie intere. Voglio che tutti coloro che vengono alle Paralimpiadi abbiano un’esperienza che cambi la vita”.
Come li immagina? “Un mix di innovazione e tecnologia. Ci sono le premesse perché siano i Giochi migliore di sempre, anche oltre quelli di Londra 2012, considerati i migliori”.
I numeri sono già da record, come scrive la Gazzetta dello Sport. “Ci aspettiamo 4.350 atleti di oltre 160 paesi a competere per 540 medaglie d’oro in 22 sport. La copertura televisiva sarà la più ampia mai fatta, con 21 discipline di 19 sport mostrate dal vivo. A Rio 2016 erano 12 gli sport coperti”. 

Quali problemi da risolvere? “L’accessibilità degli alloggi. Non per gli atleti al Villaggio, ma per le stanze degli hotel. Ci sono già miglioramenti delle infrastrutture di trasporto di Tokyo, nuove leggi in materia di camere accessibili. Mobilità e inclusione sociale sono in cima all’agenda politica e commerciale”. La classificazione degli atleti riguardo la loro disabilità ha sempre creato discussioni.“E’ elemento fondamentale del movimento paralimpico ed è sempre in evoluzione. Dobbiamo avere buoni classificatori in ogni Paese. Siamo molto attenti perché potrebbe colpire la credibilità. A Rio abbiamo controllato più di 80 atleti provenienti da 24 Paesi diversi”.

C’era un simbolo del movimento, Oscar Pistorius. Poi avete cambiato modo di promuovere gli atleti. “Oscar era un’icona mondiale. Dopo la sua vicenda personale, Ipc ha realizzato che fosse meglio puntare più sui campioni nei vari paesi. In Italia avete Alex Zanardi, Bebe Vio, Martina Caironi, Francesca Porcellato. E Johnny Peacock in UK, Oksana Masters in Usa, Daniel Dias in Brasile, solo per fare dei nomi. Superstar nazionali, che sono diventate internazionali”.

Ora ci sarà anche la prova paralimpica con Milano Cortina 2026. “Siamo entusiasti per l’assegnazione. Il cielo è il solo limite per l’evento. L’impatto sarà maggiore anche a Torino 2006. Stiamo lavorando perché le vostre siano le prime Paralimpiadi invernali con atleti con disabilità intellettiva”. Luca Pancalli ripete spesso che il movimento paralimpico è stimolo per migliorare la società. “Sta accadendo anche a Tokyo. Vogliamo cambiare il mondo e la percezione della società verso la disabilità, collaborando con organizzazioni internazionali, come le Nazioni Unite. Lo sport mostra ciò che le persone possono fare e non quello che non possono fare. Luca è un esempio vivente di questo. Un grande atleta prima e dopo l’incidente, poi un avvocato brillante, marito e padre di due figli. È nel board di Ipc ed è incredibile lavorare con lui”. 

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