Tutti pazzi per il turismo fluviale

di Matteo Melani –

Divertente, comodo e adatto a tutti. Il turismo fluviale rappresenta un’opzione ideale per chi ama stare a contatto con la natura e condividere la compagnia di altre persone. Si tratta di un mercato in crescita e destinato a raggiungere alti livelli di mercato, tanto che il 2019 è l’anno del turismo lento.

“Il successo del turismo fluviale è determinato dalla tipologia di offerta, totalmente diversa da quelle classiche. Navigando sui fiumi è possibile scoprire nuove mete, ma allo stesso tempo rilassarsi”, spiega Carlo Moretti, ceo di Houseboat, azienda di noleggio di barche per la navigazione con sede a Porto Viro, Rovigo. Grazie alla traversata lenta,  dalla barca si possono vedere foreste e colline, che con altri mezzi sarebbe impossibile.  Un modo alternativo per godere delle bellezze paesaggistiche del territorio che negli ultimi anni sta attirando sempre più persone. “Le famiglie sono la nostra principale categoria di clientela”, spiega Moretti. “D’altronde le persone più anziane-continua- hanno più potere di spesa, ma disponiamo di barche più grandi destinate ai gruppi”.

Ma quali sono le mete più gettonate? I paesi dell’Europa centrale e settentrionale offrono itinerari caratteristici e diversificati, dove lo spirito d’avventura del fiume si unisce al patrimonio storico per un’esperienza senza eguali. In Francia, dove è nato il turismo fluviale, una crociera sulla Senna permette di visitare luoghi storici come le spiagge dello sbarco in Normandia o il quartiere La Roche-Guyon, dove si trova l’omonima fortezza scavata su una roccia di gesso. Sempre in terra francese, la Borgogna rappresenta una regione ad alta affluenza turistica. Percorrendo i suoi canali si possono vedere i  vigneti del Maconnais e scendere per una tappa a Louhans, famosa per i suoi archi. Nella vicina Germania si può optare per un viaggio nella Terra dei Laghi di Macklemburg (nella parte nord-orientale del paese) e visitare i suoi parchi naturali. In Olanda, oltre alla capitale Amsterdam, merita di essere vistata  Hindeloopen, un piccolo villaggio di pescatori a nord del paese. Da noi le meraviglie (anche fluviali) non mancano. Il Veneto e il Friuli Venezia Giulia conservano destinazioni per qualsiasi genere di viaggio in battello. Da Venezia si possono raggiungere le isole minori come Burano,  San Francesco del Deserto e Sant’Erasmo. Perle di grande fascino dove regna il verde dei numerosi alberi e coltivazioni. Dal fiume al mare la distanza è breve e le spiagge di Caorle e Jesolo sono perfette per una giornata di nuoto. Spostandosi in Friuli si può passare dalle lagune di Marano e Lignano e, dopo due ore e mezza di traversata, arrivare a Grado per una visita.

Magnificenze esclusive che, secondo Carlo Moretti, hanno bisogno di più cura. “La manutenzione dei corsi d’acqua è scadente. Servirebbe una migliore gestione, dato che negli anni sono arrivati diversi fondi ma sono stati sprecati”, osserva. “In Francia e in Germania gli organi di salvaguardia dei fiumi sono più presenti, da noi c’è troppa frammentazione che finisce col complicare ogni intervento di tutela. Non dimentichiamoci-afferma- che il turismo fluviale è una risorsa per il territorio”. Ciò non ha impedito all’azienda Houseboat di crescere e affermarsi anche con clienti stranieri, tanto da ricevere prenotazione anche dall’Australia o dal Sud America ed essere partner commerciali di noleggiatori in Irlanda e in Belgio. “Nonostante il ritardo-conclude- il turismo dei fiumi è un settore che ha molto da dare”.

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