Farsi pungere dalle zanzare per la scienza

Farsi pungere dalle zanzare per il progresso scientifico. Sì, avete capito bene. Ad Alluvioni Piovera, in provincia di Alessandria, un gruppo di cittadini ha deciso di sottoporsi a un esperimento per studiare gli effetti di un nuovo repellente contro il fastidioso insetto. Sono tutti volontari e hanno applicato su una gamba una sostanza tradizionale che dovrebbe proteggerli contro la puntura, sull’altra il nuovo preparato, inserito in un tessuto nanotecnologico.

Effettuata questa preparazione, hanno potuto letteralmente darsi in pasto alle zanzare. Qualcuno li ha soprannominati ‘kamikaze’ questi coraggiosi e volenterosi cittadini. Che, peraltro, sono davvero pronti a tutto: “Se serve per liberarci dalle zanzare e per portare più turismo nella zona, sono pronto a sottopormi all’esperimento anche tutte le sere”. Questa la dichiarazione del sindaco del paese piemontese, Giuseppe Betti. A dire il vero, i primi test non stanno dando gli effetti sperati, con il sistema tradizionale che sta dando risultati migliori. Ma siamo appena all’inizio e probabilmente il repellente potrà essere ulteriormente migliorato.

In alcune zone d’Italia le zanzare sono una vera e propria piaga. Appena inizia a fare buio, entrano in azione loro. Piccole o grosse che siano, ronzano e poi atterrano sulla nostra pelle, dando irritazione e prurito. Il nuovo preparato non contiene sostanze chimiche, è dunque anche ecologico e sostenibile.

Asghar Talbalaghi, entomologo, precisa: “Noi stiamo sperimentando le differenze tra un sistema classico e uno nuovo. Grazie alle nuove tecnologie, possiamo incorporare il repellente all’interno dei tessuti”. Al momento, le zanzare festeggiano perché si ritrovano addirittura dei volontari a cui poter succhiare il sangue. Come se qualcuno avesse apparecchiato loro la tavola, con tante gustose portate sopra. Ma per la scienza forse sarà il primo passo che permetterà di modellare un repellente davvero utile e che farà da vero nemico dell’insetto che punge e morde. Un po’ tutti lo speriamo. E grazie ai kamikaze.

di Alessandro Pignatelli

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