Samara Challenge: fermate il gioco!

Una moda che va fermata. Stiamo parlando di ‘Samara’, colui e colei che va in giro per le città italiane travestita come la ragazzina del film horror ‘The Ring’, uscito nel 2002. E’ diventato un gioco, ma di pessimo gusto. Samara gira per le strade spaventando la gente che reagisce però anche in modo violento. Ecco perché pure la polizia ora è sulle sue tracce, dopo che il Samara Challenge è sbarcato pure a Roma.

Samara è stata avvistata prima a Catania, Cagliari e Foggia. Poi a Roma: San Basilio, Casal Bruciato, Monti Tiburtini, filmata di fianco a un cassonetto in fiamme, Centocelle. Domenica notte, dopo l’ennesimo avvistamento a Casal Monastero, è stata inseguita senza successo dalla polizia. Sui social, naturalmente, la saga impazza. Anche perché lei ha fatto sapere sul suo profilo Instagram che avrebbe visitato il quartiere con più like al suo post. Ricevendo in cambio migliaia di visualizzazioni.

In un video, si vede l’essere preso a calci. Ecco perché il Samara Challenge è diventato pericoloso. Soprattutto per l’incolumità di chi ogni volta la impersona (ammesso che non sia sempre la stessa persona). Un fenomeno social di fine estate che sta un po’ degenerando. Il compito di Samara, naturalmente, è quello di spaventare la gente. Alcuni quotidiani raccontano che testimoni l’avrebbero vista pure armata.

Secondo le mamme, il gioco spaventerebbe i bambini (una ha raccontato di come il figlio di 10 anni sia tornato a casa tremante dopo aver visto il video sullo smartphone di un amico). Vi è già capitato di vedere per strada una persona con un lenzuolo bianco e capelli (o parrucca) lunghi sugli occhi? Solitamente, non lontano ci sono gli amici che riprendono con il telefonino la reazione dei passanti. Se a Roma Samara ha preso calci, in Campania una ha preso un pugno in faccia. A Torre del Greco, è stata filmata con un coltello (vero o di plastica?) in mano.

Quello che a prima vista potrebbe apparire semplicemente come uno scherzo, sta sfuggendo di mano. Limitarlo sarebbe importante per evitare che accada qualcosa di grave. O che qualcuno usi ‘il gioco’ per fare davvero del male.

di Alessandro Pignatelli

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