81 anni dalle leggi razziali fasciste. Il razzismo, quella malattia infettante e contagiosa, che non risparmiò neanche i filosofi

di Elisabetta Testa –

Il 5 settembre di 81 anni fa, nel 1938, venne emanata la prima delle leggi razziali, voluta da Mussolini e firmata dal re Vittorio Emanuele III.

La prima delle leggi razziali era stata creata “ad hoc” per difendere la razza nelle scuole. Un proponimento, questo, che ci fa entrare nel vivo della questione filosofica.

Il razzismo è un qualcosa che invade ogni disciplina e sapere: come è noto, infatti, esiste anche un certo razzismo scientifico, molto vicino all’antropologia e alle tecniche volte a sostenere la fede razzista.

Il razzismo, in realtà, è vecchio come il mondo e non ha risparmiato nel suo cammino nemmeno la filosofia.

Sono stati molti i filosofi ad aver sostenuto teorie razziste, in ogni tempo. Lo stesso Immanuel Kant (1724-1804), dall’alto della sua sapienza e morigeratezza, scrive: “gli indiani gialli possiedono scarsi talenti. I negri sono molto al di sotto di loro, ed al punto più basso vi si trova una parte del popolo dei nativi americani”.

Immanuel Kant

In generale, per un certo periodo, si pensa che la presunta inferiorità dei popoli altri sia dovuta alle differenze climatiche, che potrebbero diventare così le cause di una certa arretratezza non solo economica, ma soprattutto culturale.

Il quadro filosofico si complica quando fa capolino Charles Darwin (1809-1882): la razza c’è, esiste, ma soprattutto ne esiste una capace di fare la differenza. Si chiama “selezione naturale” quella di cui parla Darwin: la responsabile di una selezione spietata tra razze e specie, che porterà sul podio quella più forte.

Charles Darwin

Le cose si complicano sempre di più: si fanno strada gli studi sull’eugenetica, sull’igiene razziale e la pulizia etnica. Gli inferiori devono sparire, subito, prima che possano contaminare anche quella razza eletta, la razza degli ariani.

Tutto quello che differisce da noi ci spaventa: culture diverse, economie diverse, forme politiche diverse ma anche cucine diverse! Il mondo- si dice- è bello perché è vario, ma forse non siamo ancora in grado di percepirne tutta la bellezza. Si cela dentro di noi ancora una paura: la paura del diverso. Lui è diverso da me e quindi, potenzialmente, è un nemico.

Quello che nazismo e fascismo hanno fatto resterà per sempre una macchia indelebile sul manto della storia.

Perché…

Ashley Montagu

Il razzismo è una malattia. È un cattivo funzionamento della mente che compromette le relazioni umane, è una malattia psichicamente contagiosa conseguente al fatto che una mente predisposta viene infettata da idee false, patologiche, che producono ostilità verso altri gruppi e verso i loro membri”, come suggerisce l’antropologo Ashley Montagu.

E allora viviamo il bello delle culture altre, senza farci spaventare elencando differenze. Siamo tutti diversi, anche all’interno dello stesso gruppo culturale. Il mondo, dicevamo prima, è bello perché è vario. Non perché è avariato.

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