Dopo la crisi, la ricostruzione: un passo dopo l’altro per un nuovo governo

Dopo la crisi, la ricostruzione: un passo dopo l’altro per un nuovo governo

5 Settembre 2019 0 Di il Cosmo

di Fabiana Bianchi –

• La settimana politica di Cosmo si apre giovedì 29 agosto con un focus sul Quirinale: il premier dimissionario Giuseppe Conte ha incontrato il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e ha ricevuto l’incarico di formare il nuovo governo. Come è prassi in questi casi, Conte ha accettato “con riserva”. Ciò significa che, in seguito alle consultazioni, tornerà nuovamente a colloquio dal capo dello Stato per sciogliere la riserva con esito positivo (e in questo caso dovrà sottoporre le nomine) o negativo.

• Venerdì 30 agosto un gesto del leader pentastellato Luigi Di Maio ha fatto temere un passo indietro nella formazione del nuovo governo. Il vicepremier uscente ha infatti consegnato a Conte una lista di venti punti programmatici, espressione della volontà del Movimento: «Senza i nostri punti del programma si torni al voto». Fra i contenuti, il taglio del numero dei parlamentari, le condizioni per la “manovra”, nuovi indirizzi per l’ambiente, la giustizia e il sistema bancario.

• Sabato 31 agosto si è tenuto un vertice tra Conte e i capigruppi parlamentari del Movimento 5 Stelle e del Pd. I commenti delle due parti al termine dell’incontro sono stati positivi. Da parte dei pentastellati, c’è stata soddisfazione per il parere positivo al taglio dei parlamentari, alla revisione delle concessioni autostradali e allo stop agli inceneritori. Per i dem rivestivano invece particolare importanza una nuova legge sull’immigrazione e il taglio del cuneo fiscale per i lavoratori.

• «Vedo un buon clima di lavoro. Da questo punto di vista sono convinto assolutamente che tutti siano disponibili ad accantonare il passato e a concentrarsi su questo importante progetto che riguarda l’intero Paese». Sono le parole pronunciate da Conte nella giornata di domenica primo settembre. Nella stessa giornata, il Partito Democratico ha proposto la rinuncia ai vicepremier per il nuovo governo.

• Lunedì 2 settembre Di Maio ha fatto sapere di essere disposto a rinunciare al ruolo di vicepremier: «In questi giorni si è detto che la trattativa si è bloccata sui posti da vicepremier – ha osservato in una diretta su Facebook – Il concetto è semplice: Conte è un premier super-partes, per cui se ci fosse stato un vicepremier Pd era giusto che ci fosse un vice M5S. Il Pd ci ha ripensato e ha rinunciato ad avere un suo vicepremier, per cui il problema ora non esiste più».

• Martedì 3 settembre si sono tenute le votazioni sulla piattaforma Rousseau del Movimento 5 Stelle. Agli iscritti era richiesto di rispondere alla domanda: «Sei d’accordo che il MoVimento 5 Stelle faccia partire un Governo, insieme al Partito Democratico, presieduto da Giuseppe Conte?». Su 117.194 iscritti, hanno votato in 79.634. Il 79,3% ha dato risposta affermativa, a fronte di un 20,7% di no. «È stato un plebiscito – ha commentato Di Maio – I nostri punti sono entrati tutti nel programma di governo. Guardiamo a una legislatura che duri 5 anni. Il nostro non sarà un governo di destra o di sinistra ma delle cose giuste».