I buoni propositi di settembre

di Fabiana Bianchi –

La bella stagione che si avvia alla fine, il rientro al lavoro o a scuola dopo le vacanze, magari le pagine intonse di un’agenda nuova. Per molte persone, il vero nuovo inizio non è a Capodanno, bensì a settembre. Da qui anche l’abitudine di fissare dei “buoni propositi” da realizzare dopo l’estate. Qualcuno potrebbe dire che formulare i propositi è questione di un attimo, mentre seguirli è la vera impresa da Guinness. In realtà, non è proprio così: anche fissare i propositi giusti richiede una certa attenzione. La buona notizia è che è più facile realizzare un proposito se è quello davvero giusto per noi.

Partiamo da un punto fondamentale: i buoni propositi non sono obbligatori. Viviamo in una società in cui sembra che non avere un obiettivo specifico faccia di noi una sorta di ignavo strisciante. Non è così: se la nostra situazione ci soddisfa così com’è, possiamo andare a dormire sereni e goderci quella sensazione meravigliosa.

In seconda battuta, occorre riflettere su ciò che è davvero importante per noi. Spesso il tempo libero è poco e siamo stanchi: non possiamo permetterci di investire energie in cose che non sono così fondamentali. Spesso i buoni propositi finiscono per essere dei “copia-incolla”: andare in palestra, risparmiare un tot, prendere un’abitudine o liberarsi di un’altra. Tutto ottimo, ma a noi importa davvero di queste cose? Ci interessa davvero andare in palestra o preferiamo magari avere più tempo per leggere dei saggi? Vogliamo davvero risparmiare quei soldi o preferiamo concederci una cena fuori in più per sentirsi meglio? O nessuna di queste cose ci interessa minimamente? Tutte le opzioni sono lecite: l’importante è che siano davvero su misura per noi. Pensiamo a cosa, secondo noi, ci è mancato nell’ultimo periodo e partiamo da lì. Tempo per noi o per la famiglia? Denaro? Una casa più ordinata?

La maggior parte dei buoni propositi è personale, ma è interessante condividere certe riflessioni con il partner o con la famiglia. Potrebbero fornirci un nuovo punto di vista. Per esempio, potrebbero farci notare che abbiamo trascorso poco tempo con loro mentre noi, presi dalle nostre cose, non ce ne siamo resi conto. Oppure potrebbero fornirci dei propositi da condividere, come quello di fare almeno una gita al mese in famiglia.

A questo si collega un altro punto importante: gli obiettivi non devono essere sempre e solo “doveri”. Siamo abituati a concepirli indissolubilmente legati al lavoro o a sacrifici, ma possono invece servire anche a farci stare meglio. Propositi come quello di trascorrere più tempo in famiglia o dedicarsi di più a un’attività che amiamo non sono solo buoni, ma ottimi: il nostro benessere e quello delle nostre relazioni è importantissimo.

Abbiamo più o meno scelto i nostri propositi? Ora attenzione al modo di formularli. Cerchiamo di essere innanzitutto cauti. Se siamo dei disordinati cronici e non amiamo i lavori domestici, è inutile porsi l’obiettivo di lavare il pavimento tre volte al giorno. È pressoché sicuro che non lo manterremo. A questo punto, nella nostra testa farà ancora più presa quella vocina malefica che ci dice cose come: «Hai visto? Non ce l’hai fatta di nuovo», che ci potrebbe anche spingere poi a rinunciare in partenza a futuri obiettivi. Manteniamo allora il nostro proposito, ma rendiamolo più piccolo e modesto. Diciamo per esempio che vogliamo lavare il pavimento tutti i sabati e tenere in ordine almeno il salotto. Vedere i risultati ci spingerà a fare di più (anche se magari non a lavare il pavimento tre volte al giorno, che non è così utile).

Allo stesso modo, è inutile ripromettersi che questo sarà l’anno in cui andremo alle Hawaii, se finora abbiamo dovuto rinunciare alle vacanze per fare economia. Mettiamo da parte qualche soldo e godiamoci anche solo un fine settimana fuori porta, senza crearci frustrazioni.

Quanti devono essere i buoni propositi per essere realizzabili? Ovviamente, non esiste una ricetta univoca. Come si diceva prima, occorre tenere presente che il tempo non è infinito e concentrarsi su poche cose per volta. Una buona soluzione può essere quella di mettere in lista pochi obiettivi particolarmente ambiziosi e prevedere piuttosto un numero maggiore di piccoli propositi che possono essere raggiunti con meno fatica.

E buon anno nuovo.

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