Paolo De Paola: “Tifo per il nuovo governo”

Paolo De Paola: “Tifo per il nuovo governo”

5 Settembre 2019 0 Di il Cosmo

di Alessandro Pignatelli –

“Non accenderei toni eccessivi, non mi sorprende che M5S e Pd si mettano insieme, hanno più affinità della precedente alleanza di governo. Possono dunque lavorare con meno conflittualità e trovando maggiori compromessi, che in fondo fanno parte della nostra cultura”. Paolo De Paola, giornalista, ex direttore di Tuttosport e Corriere dello Sport – Stadio, ma anche profondo conoscitore del mondo politico, non ha dubbi: il governo giallorosso è buona cosa. 

“E’ vero che spesso la sinistra fa un po’ fatica a gestire il compromesso, potremmo citare la caduta di Renzi e prima ancora gli scivoloni di D’Alema e di Prodi, quando si scivolò nell’eccesso della democraticità”. Ma è un problema superabile: “Senza esagerare nei compromessi, quando si presentano, i problemi vanno affrontati”. Un po’ quello che non hanno fatto Lega e Cinque Stelle. Ammette, De Paola, che questo “è il governo più a sinistra che ci sia”- Spiega: “Non dimentichiamo che il Movimento 5 Stelle nasce da elettori insoddisfatti del Partito Democratico. In questo modo, si ricompatta un’area della sinistra molto frammentata”. 

Per Matteo Salvini si può parlare di “suicidio politico. Un po’ come fecero Renzi e Berlusconi. Tutti e tre, in particolare Renzi che aveva il 40% di consensi, hanno peccato di personalizzazione quando bisognerebbe essere più umili. Matteo Renzi fece dipendere il suo futuro da un referendum per la modifica della Costituzione. Salvini, proprio mentre era ministro, ha raggiunto il massimo della popolarità e quindi io mi domando come si faccia a perdere il pallino quando lo si ha in mano? Sapeva che esisteva la possibilità che M5S e Pd si mettessero d’accordo”. 

Un clamoroso autogol quello del leader del Carroccio. “Credo che successivamente si sia pentito, ha tentato di fare retromarcia coinvolgendo di nuovo Di Maio e cercando di convincerlo. Troppo tardi. Ora c’è il rischio che torni alla casella del via”. Senza prendere neanche i soldi, come succede invece a Monopoli, ossia perdendo gli ampi consensi che aveva guadagnato cavalcando le questioni che più irritano la gente, assecondandone gli umori. Ma il nuovo governo ha speranze di durare per l’intera legislatura? “Io sono un italiano anomalo, tifo sempre per chi governa. Non riesco a mettermi contro a chi fa qualcosa. Mi auguro quindi che il nuovo esecutivo possa fare bene e andare avanti”. Tre anni e mezzo: tanto manca alla fine della legislatura. Riusciremo a non avere altre crisi in questo lasso di tempo? Ai politici l’ardua sentenza.