Roberto Lai: il brasilian jujitsu come stile di vita

di Deborah Villarboito –

Roberto Lai, il maestro del Batatinha Team Vercelli– Pro Vercelli Bjj è un classe 1978 e fa parte della prima generazione di cinture nere in Italia e di conseguenza ha cominciato ad insegnare molto presto, dopo aver iniziato a praticare più di 15 anni fa a Torino con il suo maestro brasiliano. Una passione che lo anima tuttora nella veste del maestro e recentemente di nuovo in quella dell’atleta agonistico master, con già ottimi risultati.

«Mi sono approcciato alla disciplina per curiosità – racconta – sul subito ero attratto dall’mma, poi ho provato a Biella il brasilian jujitsu, con cui mi sono appassionato alla lotta a terra, infine ho deciso di iniziare a studiare a Torino». Da un anno e mezzo Roberto Lai ha riaperto la storica sezione lotta alla Ginnastica Pro Vercelli, anche se nella veste del brasilian jujitsu, dove insegna tutti i giorni. 

Il brasilian jujitsu è una disciplina in evoluzione in Italia. Molto diffuso anche tra i giovanissimi, è un buon strumento per prendere consapevolezza del proprio corpo, senza avere paura del contatto con l’altro e diventare più sicuri anche nell’autodifesa. Non prevede percussioni, ma solo lotta a terra. La disciplina insegna come suo fondamento che una persona più piccola e debole può difendersi con successo da un assalitore più grande e più forte portando lo scontro al suolo dove utilizzerà appropriate tecniche come leve, chiavi articolari e strangolamenti. 

Questo cerca di diffondere il maestro Roberto Lai ai suoi allievi, grandi e piccoli. Principi come quello di non farsi intimorire anche da chi minaccia bullismo. Una via insomma per trovare la fiducia nelle proprie capacità. Nessuno è escluso: ogni età, sesso e conformazione fisica può approcciarsi a questa disciplina che non è solo autodifesa, ma una vera arte marziale dalle origini relativamente recenti.

«Il brasilian jujitsu è come una grande famiglia composta dagli allievi e dai compagni di allenamento». Per più di un anno, Roberto Lai ha anche insegnato ai ragazzi delle case famiglia: «Imparavano la disciplina, il rispetto delle regole, ciò che manca in fondo a questi giovani – racconta Lai – nella loro vita hanno avuto un sacco di problemi, ma attraverso lo sport sono riusciti ad esprimersi e a migliorarsi». Trovare una figura di riferimento come quella di un maestro è stata di supporto a questi giovani che nello sport hanno trovato la via per impegnarsi in qualcosa di costruttivo per loro stessi e il loro carattere. 

Lo scorso maggio ha partecipato al “T1 BJJ Cup-Excellence Event: Master Edition” al PalaGeorge di Montichiari. Un appuntamento prestigioso che ha riunito molti dei più rinomati atleti master del brasilian jujitsu tra il nord Italia e Roma. Anche Lai ha gareggiato, classificandosi secondo nella sua gara dopo due anni circa di inattività agonistica. Negli anni da atleta, Roberto ha collezionato svariati titoli nazionali nelle categorie pesi massimi. Ora si punta di nuovo in grande. Prossima sfida: l’Europeo di gennaio 2020.

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