Le repliche di Montalbano meglio di Temptation Island

Le repliche di Montalbano meglio di Temptation Island

12 Settembre 2019 0 Di il Cosmo

di Giorgio Simonelli –

Il secondo lunedì di settembre comincia per tradizione la nuova stagione televisiva. Così l’inizio di questa settimana ha visto le varie emittenti giocarsi alcune delle loro carte vincenti: su la 7 è tornato finalmente l’Otto e mezzo di Lilli Gruber, su Sky cinema è riapparso un film decente in prima serata, su Rai 3 sono riprese le inchieste di Jacona. Ma il duello inatteso, imprevisto, deciso in extremis, visto che i palinsesti annunciavano tutt’altra programmazione, è andato in onda sulle due ammiraglie.

Alla scelta di Mediaset di far partire Temptation island vip, una delle sue boiate di sicuro successo, la Rai ha risposto con una soluzione tanto prevedibile quanto rischiosa: l’ennesima replica di un Montalbano, prima di una serie di altre repliche che arriveranno nelle prossime settimane. Ma quella di lunedì scorso era una replica particolare. Intanto era la prima volta che il commissario tornava sui teleschermi dopo la morte del suo inventore, Andrea Camilleri, e del regista che lo ha portato in tv, Alberto Sironi. Il che diffondeva sulla serata una certa malinconia.

Poi c’era l’episodio scelto per iniziare che poteva generare qualche perplessità. Si tratta di La gita a Tindari. L’episodio fu girato nel 2000 e mandato in onda la prima volta il 9 maggio del 2001, ancora su Rai2.  Infatti – è bene ricordare – la serie televisiva di Montalbano  partì sulla seconda rete: la Rai non si fidava troppo di una fiction tratta da quegli strani polizieschi scritti in una lingua incomprensibile e che narravano le gesta di un gruppo di poliziotti non molto in linea con il potere politico. Poi arrivò il clamoroso successo e dal 2002 ci fu il trasloco su Rai1. Questo spiega anche un’anomalia che riguarda proprio La gita a Tindari, l’unico programma che ha avuto nella sua prima replica un’audience superiore alla sua prima messa in onda.

Ma torniamo a lunedì scorso e agli strani effetti che quel Montalbano così antico non poteva non produrre anche sui suoi più sfegatati fans (quorum ego, diceva Brera). Faceva uno strano effetto vedere Montalbano, Fazio, Mimì, Catarella così giovani e lo facevano anche le obsolete cassette porno in VHS che diventano un importante indizio e il sentire parlare di lire: i cento milioni di lire che la coppia di pensionati uccisi ha sorprendentemente su un conto corrente. Insomma, insieme alla nostalgia, che è sempre un po’ canaglia, c’era il rischio dell’archeologia, del tuffo in un passato così remoto da rendere il tutto imbarazzante.

Per questo ho atteso con una certa ansia il responso dell’Auditel la mattina successiva. E non posso nascondere che quando ho visto l’esito del duello, con Montalbano al 21% e Temptation al 19 me ne sono compiaciuto. Se più di 4 milioni di italiani scelgono di rivedere per non so quale volta un prodotto di qualità, nato dal genio di Camilleri e dal talento di Sironi, evitando altre “tentazioni”, allora c’è speranza per questo paese e per la sua televisione.