Perché sarebbe meglio non essere mai nati: dall’antinatalismo filosofico al VHEMT

di Elisabetta Testa –

Oggi parliamo di una posizione filosofica particolarmente complessa e discussa. Ci riferiamo all’antinatalismo, che assegna un valore negativo alla nascita.

L’atto della nascita, considerato dal senso comune come un evento positivo e felice, diventerebbe l’atto iniziale della schiavitù. Il neonato, infatti, non sceglie di nascere: il venire al mondo, pertanto, sarebbe da considerare un’imposizione, un obbligo e non un regalo, una gentile concessione da parte dei nostri genitori.

Certo, è indubbiamente vero che nessuno di noi abbia avuto la facoltà di scegliere se venire al mondo o meno. Il punto centrale, però, è un altro: perché secondo questa posizione filosofia sarebbe meglio non essere mai nati?

Probabilmente per cercare di evitare quel pool di sofferenze che la vita ci mette davanti e che troppi non hanno la forza di sopportare. Ecco perché, a questo punto, sarebbe meglio non essere mai venuti al mondo: ci saremmo risparmiati dolori e sofferenze e saremmo, forse, in un Regno più sereno e felice.

Arthur Schopenhauer

L’antinatalismo è, come abbiamo detto, in primis una posizione filosofica, condivisa ad esempio da Arthur Schopenhauer, Giacomo Leopardi, Emil Cioran e altri che, tradizionalmente, definiamo pensatori pessimisti.

La vita è un pendolo che oscilla tra il dolore e la noia”, diceva Schopenhauer. E allora che ci stiamo a fare in questo mondo, se ovunque ci giriamo proviamo solo dolore e noia?

Si tratta di posizioni estreme, che, però, trovano ancora corrispondenza nella realtà. Dal 1991, infatti, esiste un movimento internazionale che promuove l’autoestinzione e sostiene, quindi, l’antinatalismo filosofico. Parliamo del VHEMT, acronimo di Voluntary Human Extinction MovemenT, un movimento molto curioso che sostiene che nessuno, al momento, dovrebbe essere messo al mondo.

Manifesto del VHEMT

Il movimento vuole sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza del non riprodursi più, per cercare di salvare il Pianeta dalla morte. Le frange più estremiste di questo movimento toccano punte “dittatoriali”, sostenendo la sterilizzazione forzata obbligatoria, che impedirebbe così biologicamente il mettere al mondo bambini.

Come sostenuto anche dai filosofi citati, se ci estinguessimo non ci sarebbero più problemi ecologici: non ci sarebbero nemmeno più carestie. Nessuno morirebbe di fame.

Certo, l’antinatalismo è nato come posizione filosofica frutto di una visione antropologicamente pessimista, che nella più recente attualità ha preso pieghe inaspettate. Il VHEMT rappresenta, se vogliamo, il volto oscuro dell’ecologia, la sua versione più estrema ed estremizzata.

“Si possa noi vivere a lungo ed estinguerci”. È questo il motto “filosofico” del VHEMT.

Una versione spietata, assurda ma così spaventosamente reale del vecchio pensiero filosofico, certo molto pessimista, ma indubbiamente meno reale di tutto questo.

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