Settimana di grandi cambiamenti per il Pd

di Fabiana Bianchi –

• La settimana politica di Cosmo si è aperta giovedì 12 con una proposta a sorpresa da parte del ministro Dario Franceschini: quella di portare l’alleanza tra Pd e Movimento 5 Stelle anche alle elezioni regionali. «Se lavoreremo bene, potremo presentarci insieme già alle regionali – ha osservato – È difficile, ma dobbiamo provarci. Per battere questa destra ne vale la pena». Il democratico ha suggerito di partire dalle imminenti elezioni in Umbria.

• Venerdì 13 sono stati nominati dieci viceministri e 32 sottosegretari, completando così la squadra di governo. Dei nominati, 21 fanno capo al Movimento 5 Stelle, 18 al Partito Democratico, due a Liberi e Uguali e uno del Maie (che rappresenta gli italiani all’estero). Fra i viceministri, sei sono pentastellati e quattro democratici. 

• Sabato 14 il leader leghista Matteo Salvini ha lanciato il progetto di un referendum abrogativo per trasformare l’attuale legge elettorale in un sistema maggioritario puro. «Il proporzionale è la legge dell’inciucio – sostiene – Tu mi voti e poi decidiamo in Parlamento chi governa. Il maggioritario significa che gli italiani scelgono chi governa». L’idea dell’ex vicepremier è che prenda il via da cinque regioni per essere indetto entro settembre.

• Domenica 15 Luigi Di Maio ha aperto all’intesa tra Movimento 5 Stelle e Partito Democratico in ambito regionale. In precedenza, il leader pentastellato aveva spiegato che l’accordo con il Pd non era all’ordine del giorno. Domenica, in merito alle elezioni in Umbria, ha però invitato: «Tutte le forze politiche di buon senso facciano un passo indietro e lascino spazio a una giunta civica, che noi saremo disposti a sostenere esclusivamente con la nostra presenza in consiglio regionale, senza pretese di assessorati o altri incarichi. Ovviamente ci aspettiamo che tutti gli altri facciano lo stesso». La proposta ha incontrato il responso positivo di Pd e Leu.

• Lunedì 16 l’ex premier Matteo Renzi ha annunciato il suo addio al Pd. L’ha fatto con una telefonata al premier Giuseppe Conte, in cui gli ha garantito il sostegno del nuovo gruppo che andrà a formare. Franceschini ha dato voce al suo sconcerto: «Nel 1921-22 il fascismo cresceva sempre più, utilizzando rabbia e paure. Popolari, socialisti, liberali avevano la maggioranza in Parlamento e fecero nascere i governi Bonomi, poi Facta 1 poi Facta 2. La litigiosità e le divisioni dentro i partiti li resero deboli sino a far trionfare Mussolini nell’ottobre 1922. La storia dovrebbe insegnarci a non ripetere gli errori».

• Martedì 17 Renzi ha annunciato il nome del suo nuovo partito: si chiamerà “Italia Viva”. «I parlamentari li ho lasciati tutti a Zingaretti – ha affermato – Basta con questa cosa che se faccio una cosa io c’è sempre un retropensiero”. L’ex premier ha annunciato di che il gruppo avrà più di 40 parlamentari, di cui 25 deputati e 15 senatori, e ci sarà un sottosegretario. «Al tavolo non mi siedo né con Zingaretti né con Di Maio, per me vale il programma di governo e sono impegnato a sostenere il governo – ha dichiarato – Ora per questo governo ci saranno consensi in più, non in meno».

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