Violenza, molestie e stalking: quando le vittime sono uomini…

Violenza, molestie e stalking: quando le vittime sono uomini…

26 Settembre 2019 0 Di il Cosmo

di Sabrina Falanga –

Capita ogni anno: il 25 novembre ricorre la giornata internazionale contro la violenza sulle donne, argomento che però viene (giustamente) affrontato costantemente dati i casi di cronaca che si rincorrono altrettanto ininterrottamente su tale argomento.

Quello che, invece, non solo non viene mai citato, ma paradossalmente è sovente tema di ironia (in particolar modo sui Social) è tutto ciò che ruota intorno alla violenza sugli uomini da parte delle donne: chiariamo che, così come nel caso della violenza in rosa, non si sta parlando di aggressioni estranee ma di quei comportamenti aggressivi (psicologici e/o fisici) inerenti alla sfera personale, sentimentale e affettiva di un individuo.

I casi di violenza sugli uomini sono aumentati a dismisura negli ultimi anni, in particolar modo da quando i Social hanno preso il sopravvento massimo in merito alle relazioni personali, e tra questi annoveriamo soprattutto stalking, molestie (fisiche e psicologiche) e umiliazioni (private e pubbliche). Uno dei video più cliccati in rete mostra palesemente tutte queste violenze: nel filmato, girato in un aereo da un passeggero, si vede una ragazza che picchia e insulta il fidanzato dopo aver visto qualcosa di “scomodo” nel cellulare di quest’ultimo. Ciò che vogliamo analizzare in questa puntata di Uomen non è tanto la violenza in sé (non è argomento di questa rubrica) quanto la differenza di reazioni degli utenti relativamente alle immagini viste.

Se nel video si fossero viste immagini a parti invertite, siamo certi che nessun utente avrebbe fatto ironiche battute o commentato con emoji che ridono a crepapelle: di fronte a un video in cui una donna viene malmenata dal suo compagno (indipendentemente dal motivo), sono rari ed eccezionali gli utenti che non si schierano a favore della donna. In questo caso, invece, oltre all’ilarità generale, la donna che attua violenza sull’uomo riceve il plauso dei commentatori e, ancor più grave, il sostegno da parte delle donne del web.

Questo è solamente un caso eclatante, che prendo in considerazione in questa puntata di Uomen solo per affrontare il discorso: la realtà è ancor più subdola e profonda, in realtà, perché la violenza sugli uomini si nasconde dietro ad atteggiamenti nell’ombra, esattamente come quella nei confronti delle donne. Stalking e molestie sono al primo posto: sms e notifiche WhatsApp a qualunque ora del giorno e della notte, accompagnate da telefonate costanti; patologico controllo sui “movimenti online” dell’interessato, così come su quelli reali: dunque pedinamenti, inseguimenti, appostamenti; veniamo, poi, a un dettaglio: sono molte le donne che inviano all’uomo in questione autoscatti erotici, sui quali la maggior parte degli utenti fa ironia. Una donna che manda le fotografie della sua nudità è considerata “sexy e divertente” da parte della maggior parte degli utenti uomini e “poco di buono” da parte delle donne; un uomo che, invece, manda le fotografie dei suoi genitali a una donna che perseguita, è considerato “porco e maniaco”. Notate la differenza?

Lo sottolineiamo sempre e non manco di farlo anche ora: questa rubrica si chiama “Uomen” perché non vuole prendere né le parti delle donne né le parti degli uomini, ma metterli sullo stesso piano e far comprendere che non sono poi così diverse le problematiche e le situazioni che ci vedono protagonisti e protagoniste. Non solo: ci sono casi, poi, in cui sono gli uomini a essere la cosiddetta “parte fragile” e relativamente alla violenza lo sono eccome. Basti pensare, infatti, che alla violenza sulle donne si è dedicata, come dicevamo prima, una giornata e addirittura un termine, quello del “femminicidio”. Il termine “maschicidio” è utilizzato solo su quei portali e in quegli articoli che affrontano tale tema ma non è una parola regolarmente conosciuta per discutere del fenomeno.

A proposito di ciò, infatti, non sono casi isolati quelli che vedono protagonisti gli uomini di violenza psicologica e fisica casalinga: dalle umiliazioni (di cui spesso i figli sono uditori) alle aggressioni fisiche (di fronte alle quali un uomo non reagisce per la paura di essere tacciato egli stesso di violenza), sono tante le case in cui si nasconde questa sofferenza. La maggior parte di questi episodi avvengono in quelle famiglie in cui l’uomo in questione ha perso il lavoro o si trova in una condizione di svantaggio economico rispetto alla compagna. Una ricerca dell’Università di Siena parla di un 60,5 per cento di uomini che ha subìto aggressioni come spinte, graffi, morsi, capelli strappati, dita schiacciate con la porta, folgorazioni con corrente elettrica e contusioni a causa di lanci di oggetti: se tutto questo vi fa sorridere, invertiamo le parti e capiremo subito la portata della gravità.

La violenza non ha genere e chi la subisce porta in sé lo stesso carico di emozioni fatto da ansie, paure e traumi: al centro delle lotte contro la violenza non vanno messe le donne o gli uomini. Vanno messe le persone.