Violenze e aggressioni: una settimana nera

di Fabiana Bianchi –

• La settimana di cronaca di Cosmo si apre con una tragedia. Nella mattinata di giovedì 19 settembre un bimbo di due anni ha perso la vita dopo essere stato dimenticato in auto. È accaduto a Catania: il padre era convinto di averlo lasciato all’asilo, invece il bambino è rimasto per cinque ore in auto. È stata poi la madre, al momento di riprendere il piccolo all’asilo, a chiamare il marito. Il bambino è stato immediatamente portato all’ospedale, ma per lui purtroppo non c’era più nulla da fare.

• Venerdì 20, con manifestazioni in diverse città italiane, ha avuto inizio la settimana per il clima “#WeekForFuture”. A organizzarla il movimento “Fridays For Future Italia”, costituito da diversi comitati cittadini. Il momento più intenso è atteso per venerdì 27, con il terzo sciopero italiano per il clima. Le rivendicazioni sono l’abbandono delle fonti di energia fossili e la riduzione a zero delle emissioni di gas serra, giustizia climatica per i popoli di tutto il mondo e fiducia nella scienza. 

• Sabato 21, nel primo pomeriggio, un ragazzo di 24 anni di origine nigeriana, ospite in un centro di accoglienza della zona, è stato brutalmente aggredito da due giovani: un 17enne e un 18enne. Secondo la ricostruzione, i due ragazzi avrebbero individuato la loro vittima quando è transitata sotto casa loro. Lo hanno raggiunto una prima volta, aggredendolo. Il 24enne, però, è riuscito a darsi alla fuga. I due italiani sono quindi tornati in casa, hanno preso delle mazze e sono nuovamente scesi a cercare il giovane nigeriano. Una volta trovato, l’hanno picchiato con i bastoni. I due dovranno ora rispondere di accuse di lesioni personali aggravate dalla discriminazione razziale. Il giovane nigeriano è stato ferito alla testa e alla spalla e ha ricevuto una prognosi di una settimana.

• Domenica 22 è arrivata la notizia della prima ordinanza di custodia cautelare in carcere adottata alla luce della nuova legge denominata “codice rosso”. È stata disposta nei confronti di un uomo di etnia rom, di origine bosniaca, per “induzione al matrimonio”. L’uomo, infatti, avrebbe ottenuto denaro per maritare le figlie con due cugini. Avrebbe inoltre picchiato, segregato e maltrattato le due ragazze, perché si erano fidanzate con persone diverse da quelle scelte per loro. A procedere all’arresto la polizia di Pisa.

• Lunedì 23 sono stati chiesti vent’anni di carcere per i due uomini che hanno sparato al nuotatore Manuel Bortuzzo. I fatti risalgono all’inizio di febbraio: il giovane si trovava a Roma insieme alla fidanzata quando fu scambiato per un’altra persona. I due aggressori esplosero al suo indirizzo tre colpi di pistola. Uno lo colpì al torace e lese il midollo spinale, facendogli perdere l’uso delle gambe. La procura ha contestato ai due aggressori il tentato duplice omicidio del nuotatore e della fidanzata, la premeditazione e l’aggravante dei futili motivi, la detenzione e la ricettazione di arma da fuoco e la rissa.

• Martedì 24 si è consumato un altro femminicidio. Una donna di 26 anni, originaria della Costa d’Avorio, è stata uccisa dal compagno di 46, che ha tentato poi di togliersi la vita conficcandosi un coltello nel petto. È accaduto a Pozzo d’Adda, nel Milanese. La donna non presentava segni evidenti di violenza: potrebbe essere stata soffocata. L’uomo è ricoverato in ospedale.

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