Da Luca Argentero al femminismo: la sottile linea dell’estremismo

Da Luca Argentero al femminismo: la sottile linea dell’estremismo

3 Ottobre 2019 0 Di il Cosmo

di Sabrina Falanga –

Prendiamo in causa un’idea: non stiamo qui a dividerci tra chi la giudica giusta o sbagliata. È un’idea, condivisibile o meno. Analizziamo, piuttosto, il modo in cui viene trattata: è molto labile il limite tra il sostenerla e l’estremizzarla, soprattutto quando si tratta di argomenti sensibili all’opinione pubblica. 

Dall’omosessualità al femminismo, capita di arrivare al ‘troppo’ e di farlo senza nemmeno accorgersene: lo si fa per difendere un’idea fragile, perché esposta alla mercé del parere altrui dal quale vogliamo proteggerla a tutti i costi, senza renderci conto di star diminuendo, proprio in questo modo, il suo valore. 

Un po’ come una madre che arriva a difendere il figlio davanti alla maestra: sappiamo che lo sta facendo per amore, ma siamo sicuri che non sia controproducente?

Proprio di femminismo parliamo oggi, in questa puntata di Uomen – la rubrica che non definisce superiore un genere ma mette sullo stesso piano uomini e donne –. E ne parliamo attraverso le dichiarazioni di un personaggio famoso, ex Grande Fratello e oggi attore acclamato: è Luca Argentero a essere al centro delle polemiche dopo le dichiarazioni fatte relativamente alla sua ‘donna ideale’. Preciso per le gentili donzelle che seguono la rubrica che, ahinoi, Argentero non è tornato single: le sue dichiarazioni, infatti, convergono con quella che è la sua relazione con la compagna Cristina, che sembra essere appunto la donna ideale del bel tenebroso per la sua inclinazione a essere ‘poco femminista’.

Spezzo una lancia a favore di Argentero e, forse per la prima volta, non nei confronti dei miei colleghi giornalisti, perché l’intento dell’attore è chiaro benché i media abbiano voluto far passare tutto un altro messaggio: no, Luca Argentero non è maschilista e la sua donna non è una sottona, il discorso è tutto un altro e si lega con il binomio ‘idea – estremismo’ di cui sopra.

Quanto sostiene l’ex Gieffino è che la sua donna ideale è quella che ancora si fa corteggiare, portare a cena fuori, regalare un fiore; è quella che non si offende se le apri la portiera dell’auto o se le versi l’acqua nel bicchiere. Poi, spiega, la donna che ha accanto è comunque un’imprenditrice, pienamente impegnata nel suo lavoro e nella sua vita, mica una forzata casalinga la cui mission di vita è lucidare le scarpe al suo bel compagno.

Le femministe più efferate non hanno visto di buon occhio quanto affermato da Argentero, tacciandolo di maschilismo e dedicandogli ogni tipo di indignato SocialCommento.

Analizziamo la situazione insieme?

Partiamo dal presupposto che anche avesse detto “la mia donna ideale non deve uscire di casa”, si sarebbe trattato della sua idea e abbiamo iniziato questa puntata sostenendo che le idee possono essere condivisibili o meno ma non giuste o sbagliate: in particolar modo perché Argentero non ha parlato di come dovrebbero essere tutte le donne, ma dei tratti della sua donna ideale

Anche io posso dire che il mio uomo ideale è un libero professionista, ma non sto mica insultando chi lavora come dipendente. È una questione di mentalità: se hai certe caratteristiche, è possibile che tu sia molto più allineato a me e che, quindi, ci siano più possibilità che insieme costruiremo una storia.

Ma veniamo al discorso con cui abbiamo aperto l’articolo: l’estremizzazione di un’idea. 

Essere una donna emancipata non equivale mica a trasformarsi in un dinosauro. 

La gentilezza e la dimostrazione di cura e di amore non hanno genere, così come un uomo può versarmi l’acqua senza apparire maschilista io posso fargli un regalo con i miei soldi senza apparire femminista. 

La dietrologia dietro a un semplice e puro comportamento è sempre sintomo di una forte insicurezza relativa alle proprie idee, perché se queste sono ben radicate in noi non dovremmo temere di perderle né dovremmo sentire il bisogno di difenderle a spada tratta come fossero costantemente in pericolo. 

Ciò che sentiamo in pericolo è ciò che riteniamo instabile e insicuro.

È chiaro che ognuna di noi abbia la tendenza ad accettare o meno certi comportamenti, semplicemente perché vanno a risvegliare in noi tematiche a cui, per esperienza totalmente personale, siamo legate. 

Faccio un esempio basato sulla mia vita persona: se c’è una cosa che mi batte sui nervi è la sottovalutazione della mia forza fisica. Entro subito in difesa di essa. Non sto a spiegare le motivazioni, non è utile, ma basti pensare che in treno sono quella che risponde “no, grazie” di fronte all’offerta di un uomo di aiutarmi a tirare su la valigia; la mia migliore amica, invece, è quella che in stazione inizia a guardarsi in giro e al primo che le si avvicina gli chiede di aiutarla con il trolley. 

Ma a lei non ditele, ad esempio, che non ne capisce nulla di calcio perché vi entra sugli stinchi come Gattuso, mentre a me che lo dicano o meno non mi offende sebbene il calcio lo segua costantemente. 

Nessuna di noi due, ve lo assicuro, è avvezza al femminismo o al maschilismo, semplicemente abbiamo punti più sensibili da evitare di pigiare. Ma in ogni caso nessuna delle due si sente toccata sul vivo della propria femminilità, poiché entrambe sappiamo che sono ben altri i comportamenti che vanno a sminuirla.

Ergo, ragazze: impegniamo le nostre forze per lotte più utili alla causa. Senza andare a scomodare i grandi temi sociali (la violenza, ad esempio), meglio battersi per l’insistenza dei SocialManiaci, oggi arrivati a limiti davvero denigranti, o per le non agevolazioni rispetto ad assorbenti, coppette e quant’altro. Argomenti utili, vi prego, che abbiano il fine di migliorarci la vita. Che non è sicuramente un uomo che ci apre la portiera a rovinarcela.