Le Iene ricordano Nadia Toffa

Le Iene ricordano Nadia Toffa

3 Ottobre 2019 0 Di il Cosmo

di Luca Forlani –

Un momento estremamente toccante è stato l’omaggio de Le Iene a Nadia Toffa. Cento “iene”, tra conduttori e inviati, si sono radunati nello studio del programma per ricordare la collega scomparsa lo scorso 13 agosto a soli quarant’anni. 

Una puntata speciale, quella de Le Iene Show, andata in onda martedì sera su Italia 1, realizzata – come si legge nel sito del programma – “per omaggiare la nostra Iena bionda, in questo inizio di stagione, che per noi sarà diversa da tutte le altre. Un’unica grande famiglia pronta a stringersi nell’abbraccio più caloroso prima di tornare in scena”. Il programma ha trasmesso il video che Nadia ha voluto lasciare prima di salutare il suo pubblico e i suoi colleghi.

L’omaggio dei colleghi è stato particolarmente emozionante. Erano presenti proprio tutti: Simona Ventura, colei che ha tenuto a battesimo il fortunato programma, Luciana Litizzetto, Fabio Volo, Geppy Cucciari, Enrico Brignano, Cristina Chiabotto, Sabrina Nobile, Enrico Lucci. Immancabili le iene simbolo del programma che hanno lavorato con Nadia fino all’ultimo: Giulio Golia, Filippo Roma, Matteo Viviani, solo per citarne alcuni. L’elenco dei presenti è sterminato. A condurre quei lunghi minuti i due padroni di casa Alessia Marcuzzi e Nicola Savino, visibilmente commossi. 

L’omaggio a Nadia Toffa è stato sincero e impetuoso, proprio come lei. 

Prima dell’inizio dei funerali che si sono tenuti il 16 agosto nel Duomo di Brescia, sua città natale, Davide Parenti, il padre de Le Iene, depose sul feretro proprio la cravatta nera, simbolo del programma.

Quello straordinario affetto collettivo che ha salutato Nadia lo scorso agosto è stato protagonista anche nell’omaggio di martedì. Infatti, lei è una donna che ha saputo toccare l’anima delle persone

A colpire non è stata solo la giovane età della conduttrice ma la sua testimonianza di vita. “Non importa quanto si vive ma come si vive”, ha raccontato in un filmato. E così ha fatto. Ha vissuto intensamente fino all’ultimo respiro.

Il suo lavoro di giornalista e di “iena” l’ha portata spesso a sposare tante battaglie sociali, come quella contro l’inquinamento causato dall’llva.

E proprio nei giorni scorsi le è stato intitolato il reparto di Oncoematologia pediatrica dell’ospedale Santissima Annunziata di Taranto. 

Nadia nei suoi reportage si è distinta per essere sempre dalla parte dei più deboli.

Nulla hanno potuto la sua forza e la sua voglia di vivere davanti a un male tanto aggressivo. 

La giornalista non si è mai vergognata della sua malattia. Alessia Marcuzzi, durante l’omaggio, ha ricordato l’ironia con cui Nadia ammetteva di portare una parrucca. 

La sua personale lotta contro il cancro è così diventata terreno per sdoganare la malattia. Celebri le sue parole durante una puntata de Le Iene “non chiamateci malati ma guerrieri”.

È stata una guerriera, apparentemente impavida. 

Resteranno indelebili la sua forza, il suo coraggio, e la sua capacità di sorridere sempre, nonostante tutto

Le parole, la vita e il sorriso di Nadia Toffa sono stati conforto e speranza per chi è costretto ogni giorno a convivere con la malattia o accanto a persone sofferenti.

E questa è la sua vera vittoria.