Alla scoperta di Stefano Fucili, erede di Lucio Dalla

Alla scoperta di Stefano Fucili, erede di Lucio Dalla

3 Ottobre 2019 0 Di il Cosmo

di Luca Forlani –

I grandi artisti quando se ne vanno lasciano un grande vuoto sia tra chi ha avuto il privilegio di conoscerli che tra il pubblico. Lucio Dalla è stato uno dei più grandi cantautori della storia della musica italiana. Le sue canzoni sono diventate colonna sonora delle nostre vite. Dalla ha saputo trasformare suoni, parole e note in poesia. Inoltre, l’artista bolognese si è sempre mostrato generoso nei confronti di giovani cantautori. Basti pensare che la sua ultima apparizione pubblica risale al Festival di Sanremo 2012 quando ha accompagnato l’allora esordiente Pierdavide Carone in Nanì.

Stefano Fucili è un cantautore, chitarrista, compositore e arrangiatore che ha collaborato a lungo con Lucio Dalla

Ai suoi esordi, negli anni ’90, è stato prodotto da Lucio Dalla. Qual è l’insegnamento che le è rimasto impresso?

È stato fondamentale. Ha influenzato tutta la mia scrittura e il mio modo di vedere la musica. Ho avuto l’onore di scrivere insieme a lui Anni luce, poi inserita nel suo album Luna Matana. Nella sua intelligenza e genialità assorbiva energia anche dagli artisti giovani. E questa è la sua grandezza. Ogni volta che mi viene chiesto un pensiero su Lucio dico che mi ha sempre impressionato la sua umiltà. Lui ti trattava come un collega, un artista. Non gli importava se avevi scritto una canzone o mille, se eri famoso o no.

Com’è nata la sua collaborazione con Dalla?

I miei primi pezzi arrivarono tramite Samuele Bersani grazie a un’amica comune. Da lì è iniziato tutto. 

Oggi gira l’Italia cantando i brani di Lucio Dalla…

Dal 2012 ho dato vita al progetto Piazza grande, giro l’Italia con una band. Abbiamo portato in tantissime piazze il suo repertorio. Cerco di omaggiarlo mantenendo però una mia interpretazione personale. Mi auguro di avere assorbito una goccia di quel mare sterminato che era il suo talento artistico. 

Qual è la sua canzone che più ama?

Non è una delle più famose: Henna. È una sorta di preghiera laica ed è di una modernità incredibile. Ha un messaggio attualissimo e molto profondo. Lui amava questo brano così particolare. Non ha un vero ritornello. Non è diventata famosa ma è molto conosciuta dai suoi fan. Nei concerti sento tante persone che la cantano con me. 

Quanto è importante per un cantautore scrivere brani che abbiano un messaggio sociale importante?

Il cantautore è nato proprio per raccontare ciò che accade. Io credo sia importante scrivere canzoni 

che abbiano un messaggio profondo ma che siano al tempo stesso fruibili.

Non è un caso, dunque, che durante l’estate appena trascorsa ci ha fatto “ballare”…

Insieme alla mia casa discografica RNC Music e al manager Giordano Donati abbiamo deciso di uscire con Ballare Ballare sia perché è il pezzo più estivo,tra i brani che ho scritto per il nuovo album in lavorazione, che perché rappresenta perfettamente la mia nuova linea musicale electro pop, ispirata anche dal filone indie italiano. L’idea del pezzo è nata di getto una mattina alle 5, steso sul divano tra lo stress da lavoro e la voglia di vacanza, ripensando ai colpi di fulmine che ci regala la vita. Ho scritto tutto il testo direttamente sul cellulare già con l’idea della melodia.

Poi per la parte musicale abbiamo lavorato con Raf Marchesini e con Giordano Donati che da anni lavorano nella dance con successi internazionali.