Joker, Nietzsche e l’inattualità: cosa succede se la gente non ti capisce

Joker, Nietzsche e l’inattualità: cosa succede se la gente non ti capisce

24 Ottobre 2019 0 Di il Cosmo

di Elisabetta Testa –

Molti di voi avranno visto in questi giorni il film Joker, diretto da Todd Phillips che vede protagonista un cattivissimo Joaquin Phoenix nei panni di Arthur Fleck.

Il film racconta, di fatto, la storia di una follia; il punto massimo di delirio cui un uomo può arrivare.

Perché Joker è un po’ tutti noi, portato alle estreme conseguenze.

Dopo aver subito traumi infantili e aver raccolto una pesante eredità materna da un punto di vista psichiatrico, Joker cambia la sua vita.

Tutto comincia dal fallimento lavorativo: Joker da sempre sogna di fare il comico, ma nessuno sembra essere in grado di comprenderlo.

Per questo Joker è un po’ la storia di tutti noi: quante volte abbiamo desiderato fortemente qualcosa, ma nessuno ci ha capiti?

Il filosofo Friedrich Nietzsche (1844-1900) ha provato, sì e no, le stesse sensazioni. Nietzsche descriveva questo senso di incomprensione e isolamento come “inattualità”. L’intera sua speculazione era inattuale: lui era troppo avanti per poter essere capito e apprezzato dai suoi contemporanei. Questo era, in qualche modo, il trucchetto che il filosofo usava per cercare una giustificazione plausibile a tutte le umiliazioni subite ogni singolo giorno.

Come mai la gente non ci capisce? Come mai la gente non capisce il messaggio che vogliamo dare con il nostro lavoro, qualunque esso sia? Ecco, questo è ciò che si è chiesto Nietzsche, ma anche ciò che si è chiesto Joker.

Nietzsche, alla Joker, è impazzito. Gli ultimi anni della sua vita sono stati evanescenti, offuscati da incubi e allucinazioni, tanto da aver annebbiato anche alcune delle sue teorie.

Sono stati molti gli esponenti della critica del tempo ad aver considerato le sue opere inaffidabili, oltre che lontane da ogni ottica filosofica.

Nietzsche in questo stesso periodo, colto da disturbi psichici e fisici, racconta a tutti del suo successo: un successo, però, che trova spazio solo nella sua mente e non nei fatti concreti.

Un po’ quello che si crea nella mente di Joker. Ogni Joker crea nei suoi pensieri un mondo parallelo, in grado di farlo stare meglio, in cui trovano spazio tutti i sogni.

Nietzsche continua su questa strada e il destino beffardo si prende gioco di lui. Quando davvero le sue opere iniziano ad avere successo- quel successo che lui ha sempre raccontato e sognato- lui non è più in grado di comprendere nulla.

Nietzsche non è di certo l’alter ego realmente esistito di Joker, ma tra questi personaggi si possono trovare diverse somiglianze. Le umiliazioni subite da Joker si sono tramutate in follia e violenza, mentre Nietzsche ha imboccato la strada della follia a senso unico.

Quando la gente non ti capisce si rompe qualche meccanismo; si inceppa qualcosa.

“Non mi capiscono: io non sono la bocca che fa per questi orecchi”. E poi… qualcosa inevitabilmente si spacca.