Manovra finanziaria: mentre si litiga, questi sono i punti salienti

di Alessandro Pignatelli –

Che manovra finanziaria sarà quella 2020? Sostanzialmente sarà formata da disposizioni urgenti in maniera fiscale e per esigenze indifferibili e dal Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2020 e il bilancio pluriennale per il triennio 2020 – 2022. 

La buona notizia, già abbondantemente anticipata, è che non scatterà la clausola di salvaguardia che avrebbe portato l’Iva dal 22 al 25%. “In rincari sono stati completamente sterilizzati, senza ricorrere a interventi sulle rimodulazioni delle aliquote capaci di aumentare il gettito di tale imposta”. Dal 2020 il cuneo fiscale a carico dei lavoratori viene ridotto grazie all’erogazione di risorse pari a tre miliardi di euro (dal 2021 la cifra salirà a cinque milioni). Interventi importanti sul contante, ci sono anche questi nella manovra. Per l’uso della moneta, si passa da tremila a mille euro in un triennio, nel 2020 e nel 2021 scatta lo step di duemila euro. Ci sarà un superbonus da tre miliardi che verrà pagato nel 2021 a chi spende utilizzando la carta. C’è stata molta tensione su questo provvedimento, con Luigi Di Maio e Matteo Renzi che erano contrari all’abbassamento del tetto per il pagamento in contanti. 

È prevista la riduzione di commissioni bancomat e carte per i negozianti, multe per chi rifiuterà i pagamenti con gli stessi mezzi (professionisti e commercianti), pari a 30 euro oltre il 4 per cento del valore della transazione per la quale è stato negato il pagamento con carte. A controllare saranno ufficiali e agenti di polizia giudiziaria. Sarà inoltre istituita una lotteria con premi speciali per gli acquisti fatti con bancomat o carta (estrazione sia dei commercianti sia dei consumatori). Lo stanziamento previsto è di 70 milioni di euro. Saranno inasprite le pene per i cosiddetti grandi evasori nel quadro di una lotta senza quartiere all’evasione fiscale (la Nota di aggiornamento al Def mette in conto sette miliardi di euro, ma al momento le coperture cifrate nella bozza del decreto arrivano a circa 2,7 miliardi). Come ha spiegato il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, “l’emendamento si appoggerà su un primo tassello, una prima norma base, che alza a otto anni il carcere per la dichiarazione fraudolenta”.

C’è spazio per gli appalti nella legge finanziaria. Sono infatti previste misure di contrasto all’illecita somministrazione di manodopera e all’elusione della disciplina negoziale sugli appalti da parte delle cooperative e delle imprese fittizie (che non solo evadono l’Iva, ma che non procedono al versamento delle ritenute sui redditi dei lavoratori). Verranno incrementate le misure contro le frodi nel settore dei carburanti. Sarà istituito il registro unico degli operatori del gioco pubblico e il blocco dei pagamenti per chi opera all’estero senza concessione, anche tramite l’istituzione dell’agente sotto copertura. 

Passiamo al capitolo dedicato alla digital tax, ossia una tassa sui servizi digitali: aliquota del 3 per cento sui ricavi per i soggetti che prestano servizi digitali e che registrano un ammontare complessivo di ricavi non inferiore a 750 milioni di euro e un ammontare di ricavi provenienti dalla prestazione di servizi digitali non inferiore a 5,5 milioni di euro. Questo provvedimento frutterà risorse da 600 milioni di euro all’anno. Nel campo della sanità, dalla seconda metà del 2020 verrà eliminato il super ticket, di pari passo ci saranno nuove risorse a favore del Sistema sanitario nazionale, destinate ad aumentare nel prossimo triennio. Ci saranno nuove e importanti risorse per gli interventi a favore delle famiglie (Fondo unico per la famiglia di 500 milioni di euro), oggetto di un piano di razionalizzazione e semplificazione. Ci saranno misure come gli asili nido gratuiti per gran parte della popolazione e un piano per la costruzione di nuove strutture. 

Dall’anno prossimo ci sarà una detrazione per la ristrutturazione delle facciate esterne degli edifici, il cosiddetto bonus facciate, per migliorare l’aspetto delle città. Vengono invece prorogate le detrazioni, già presenti nel 2019, per la riqualificazione energetica, per gli impianti di micro-cogenerazione, per le ristrutturazioni edilizie, per l’acquisto di mobili ed elettrodomestici di classe energetica elevata a seguito di ristrutturazione. In pratica, il bonus casa resta in vigore anche per tutto l’anno prossimo. Si continuerà poi a foraggiare il piano Industria 4.0 per rinnovare il sistema  produttivo. Ci saranno un Fondo centrale per le piccole e medie imprese (stanziamento di 700 milioni di euro), il super e iper ammortamento, il rifinanziamento della legge Sabatini, il credito d’imposta per la Formazione Industria 4.0. 

Spostiamoci sulla previdenza. Viene confermato nella nuova Finanziaria il sussidio economico che porta alla pensione categorie di lavoratori da tutelare (Ape social), così come la possibilità per le lavoratrici pubbliche e private di andare in pensione anticipate (Opzione Donna). Resta invariata anche Quota 100. Nascono due nuovi fondi per il finanziamento degli investimenti dello Stato e degli enti territoriali e un fondo per contribuire alla realizzazione di investimenti privati sostenibili nell’ambito del Green new deal. Ci sono risorse stanziate anche per i diversamente abili. In particolare, vengono erogate nuove risorse in tre distinti fondi per la tutela del diritto al lavoro, per l’assistenza e per le esigenze di mobilità. 

C’è l’ipotesi di uno stanziamento di 3,2 miliardi, a regime, per il rinnovo dei contratti del pubblico impiego. Il costo totale della manovra finanziaria dovrebbe superare i 30 miliardi di euro.

A livello di dialettica politica, la manovra sta facendo saltare i nervi a più di un leader politico. Se il premier Giuseppe Conte dice: “Chi non fa squadra, è fuori dal governo”, Luigi Di Maio replica seccato: “I toni ‘o si fa così o si va a casa’ fanno del male al Paese, fanno del male al governo: in politica si ascolta la prima forza politica che è il M5s, perché se va a casa il M5s è difficile che possa esistere ancora una coalizione di governo”. E poi ancora: “Non c’è nessun ultimatum contro un ultimatum. Io credo soltanto che bisogna fare in modo che in questo governo ci sia meno nervosismo, meno prese di posizione dure e mettere al centro le persone e non le proprie opinioni. Prima di tutto, sono soddisfatto che finalmente si sia riunito il vertice di maggioranza che stavamo chiedendo da un po’, un vertice di governo che è servito a mettere nella legge di bilancio tre proposte che per noi sono imprescindibili: o si fanno o non esiste ancora la manovra”. 

Fa sentire la sua voce anche Matteo Renzi, dalla Leopolda: “Dire qualcosa di positivo e proporre idee non è lanciare ultimatum, ma fare politica. Dire che non bisogna tartassare le partite Iva non vuol dire che si sta dando un ultimatum. Da questo salone non è arrivato un solo ultimatum al governo”. E aggiunge: Quota 100 è uno spot, costa 20 miliardi in 3 anni. Così Salvini con un tweet o un like può dire che ha risolto il problema pensionati. Questa è la politica dell’annuncio”. Per chiudere con una proposta: “Teniamo la pressione fiscale allo stesso livello dell’anno scorso tagliando le spese per due miliardi di euro in un anno, senza toccare i servizi. Ci prendiamo noi la responsabilità di farlo. Ma evitiamo balzelli come sugar tax, come quelli sulla casa e sulle partite Iva”. 

E arriva anche Nicola Zingaretti, leader dem, nel dibattito: “Questa legge di bilancio è stata votata in Cdm da tutti i partiti, sono stati fatti gli emendamenti e si è approvata. Se in questo governo qualcuno si illude che facendo il furbo un giorno dice sì e poi il giorno dopo fa polemica l’interesse ad andare avanti viene meno. Non accetto un gioco a chi la spara più grande”. Infatti, “gli italiani sono stanchi, non sono dei coglioni. Bisogna mantenere la parola, sennò si arrabbiano e ci sarà una rivolta”. La chiusura non è meno pirotecnica: “Nei quindici mesi precedenti sono stati bruciati per la non credibilità del governo precedente 20 miliardi di euro di interessi bancari sul debito. Quando è cambiato il Governo lo spread è calato. Non ricominciamo con gli sgambetti. In un governo solo per occupare le poltrone non ci rimango”. 

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