Claudia Campolongo: porto a teatro L’Esorcista

Claudia Campolongo: porto a teatro L’Esorcista

31 Ottobre 2019 0 Di il Cosmo

di Luca Forlani –

Il Teatro Nuovo di Milano ha inaugurato la stagione 2019/2020 con una nuova produzione: L’Esorcista. Lo spettacolo rimanda al celebre film del 1973 di William Friedkind, a sua volta tratto dall’omonimo romanzo di William Peter Blatty, che scrisse il libro ispirandosi a un caso di esorcismo realmente accaduto nel Maryland nel 1950. Lo stesso Blatty, in seguito, scrisse la sceneggiatura del film, per il quale vinse l’oscar nel 1974, segnando una vera e propria svolta del cinema horror e divenendo un vero e proprio cult. L’adattamento teatrale è opera di John Pielmeier, che nel 2008 ha adattato ad opera teatrale il celebre  romanzo. L’opera ha debuttato in prima mondiale nel 2012, al Gil Gates Theater a Los Angeles. La regia della versione italiana, un’assoluta novità nel panorama teatrale nazionale, è affidata ad Alberto Ferrari, alla guida di un cast d’eccezione. La protagonista è Claudia Campolongo che interpreta il ruolo di Regan MacNail, la dodicenne posseduta dal demone Pazuzu.

Come si trova a interpretare una bambina di 12 anni? 

In questo spettacolo, in realtà, interpreto due ruoli: quello di una bambina di dodici anni e quello del demone che si impossessa di lei. Tra i due la difficoltà più grande è stata quella di entrare nei panni di una bambina, la vera sfida è stata ritrovare dentro di me le sensazioni che caratterizzano l’età dell’adolescenza. In questo caso specifico anche le paure e il disagio di una giovane che non si sente amata dalla sua famiglia.

Si ricorda del provino che ha sostenuto per aggiudicarsi la parte?

Ho avuto questa opportunità grazie alla produzione di Lorenzo Vitali che mi ha proposta per questo ruolo al regista e il provino, in realtà, è stato un incontro a Roma con Roberto Ferrari durante il quale abbiamo parlato di tutte le mie esperienze lavorative passate e di come mi sarei potuta approcciare al ruolo nonostante un’età anagrafica distante da quella della protagonista della storia. In due ore abbiamo parlato tantissimo e lui evidentemente a scoperto la mia sindrome di Peter Pan e si è convinto ad assegnarmi il ruolo.

Quali differenze ci sono rispetto al film?

Sicuramente il regista ha voluto portare a teatro molti aspetti “cinematografici” come le luci e gli effetti sonori, ma la differenza sostanziale a mio avviso è un’analisi profonda di tutti i personaggi con un apprendimento molto più significativo rispetto a ciò che si vede nel film. Inoltre, come dico sempre, il teatro mette davanti in carne ed ossa il pubblico con gli attori creando un’emozione unica e secondo me non replicabile al cinema. Tutto ciò che avviene sul palco ovviamente per certi aspetti è finzione ma per altri aspetti non lo è. Questa è la magia del teatro.

Ha iniziato la sua carriera come musicista, com’è avvenuto il passaggio al musical? 

Sì, artisticamente nasco come musicista, ho fatto il conservatorio e successivamente ho scritto musica per film e musical. Un percorso che è sempre stato legato al mondo del cinema e del teatro, gli altri due amori della mia vita. Poi un giorno il regista e coreografo Fabrizio Angelini, per caso, mentre stavo suonando per un suo spettacolo, mi ha sentita cantare. Proponendomi poi un provino per il musical Aladin. E così ha preso il via la mia carriera in questo mondo.

C’è uno spettacolo di cui è particolarmente orgogliosa? 

Sicuramente sono orgogliosa di questo spettacolo, per la prima volta sono la protagonista e inoltre questo è un ruolo che mi ha davvero rapita nel senso più positivo del termine. Un percorso difficile che però mi sta dando grandissime soddisfazioni, per la prima volta mi sto cimentando in uno spettacolo di vera prosa che necessita di una applicazione diversa rispetto al musical o ai ruoli da caratterista che ho spesso interpretato.

Non solo musica e teatro, è una delle protagoniste di Colorado su Italia Uno…

Ho già preso parte a due edizioni di Colorado e spero di farne altre ancora nel prossimo futuro. Nell’ultima edizione con le mie colleghe Beatrice Baldaccini e Martina Lunghi abbiamo deciso di proporre al provino il trio delle Principesse Disney che da subito è piaciuto tantissimo agli autori, sostanzialmente si trattava di reinterpretarle in chiave moderna mostrandone i difetti e le peculiarità caratteriali. E ho tirato fuori il mio pezzo forte, ovvero un personaggio come la Bella Addormentata molto divertente, una vecchietta senza filtri e sempre con la battuta pronta che ha riscosso da subito grandi apprezzamenti dal pubblico ed anche dalla critica. È stata quindi un’esperienza assolutamente positiva e durante la quale mi sono divertita tantissimo.

È anche la fondatrice e direttrice musicale del gruppo vocale Voci Sole specializzato in cover di intramontabili successi del passato…

Al progetto “Voci Sole” tengo tantissimo, è nato da una mia idea e dalla mia curiosità di giocare con la voce e con le sonorità dagli anni ’80 fino ad oggi. Siamo un gruppo vocale tutto al femminile composto dalle voci più conosciute del musical italiano e specialmente durante l’estate, quando siamo libere dai rispettivi impegni a teatro, ci divertiamo e sfoghiamo con dei concerti molto coinvolgenti che portiamo in giro per l’Italia. D’altronde la musica è sempre stata e resto il mio primo amore.