Dall’Europa alle regioni italiane: il focus sulla politica della settimana

di Fabiana Bianchi –

• La settimana politica di Cosmo si apre giovedì 24 ottobre con l’annuncio di Mario Draghi, che lascia la direzione della Banca Centrale Europea. Gli succederà Christine Lagarde. «Se c’è una cosa in generale di cui sono orgoglioso – ha dichiarato in conferenza stampa – è il modo in cui io e il consiglio direttivo abbiamo costantemente perseguito il nostro mandato».

• Venerdì 25 ottobre si è tenuto uno sciopero generale di portata nazionale che ha coinvolto tutti i settori, sia in ambito pubblico che privato. Lo sciopero, indetto dai sindacati Confederazione Unitaria di Base e Sindacato Generale di Base, è stato voluto per diversi motivi: «Aumentare i salari e le pensioni, cancellare il Jobs Act e garantire lavoro stabile a tutti, ridurre l’orario di lavoro e i carichi di lavoro a parità di salario per rilanciare l’occupazione, cancellare la Fornero ed andare in pensione con 60 anni di anzianità o 35 di contributi».

• «Si vuole sostenere che il governo vuole colpire le partite Iva e i professionisti: nulla di più falso». Sono le parole pronunciate sabato 26 dal premier Giuseppe Conte al convegno di Ancona dedicato all’artigianato. Il presidente del consiglio ha smentito anche le voci riguardanti nuove tasse sui contanti, sulle merendine e sulla benzina. Ha invece confermato di volere incentivare i pagamenti elettronici, fornendo strumenti affinché tutti, comprese le persone anziane, possano utilizzarli mediante vari strumenti.

• Domenica 27 si sono tenute le elezioni regionali in Umbria. La candidata Donatella Tesei, sostenuta dalla coalizione di centro-destra, si è aggiudicata la vittoria con una maggioranza del 57,55%. La Lega si è dimostrata primo partito con il 36,95% dei voti. All’interno del centro-destra, lo seguono Fratelli d’Italia (10,40%) e Forza Italia (5,50%). Il Partito Democratico, a sostegno del candidato Vincenzo Bianconi, ha ottenuto il 22,33%. Gli alleati a Cinque Stelle hanno toccato il 7,41%.

• Lunedì 28, alla luce dei risultati in Umbria, il leader del Movimento 5 Stelle Luigi Di Maio ha bocciato l’esperimento dell’alleanza con il Partito Democratico a livello locale: «Per la prima volta nella storia abbiamo deciso di fare un’alleanza, un patto civico, col Pd. Non ha funzionato, in Umbria siamo a uno dei risultati più bassi, questo esperimento non è più praticabile. Il M5s va meglio quando corre da solo».

• Martedì 29 occhi puntati sulla politica estera: a Londra è arrivata una svolta per quanto riguarda le elezioni anticipate a dicembre, nel tentativo di superare lo stallo sulla Brexit. L’opposizione laburista ha infatti approvato la mozione di scioglimento dei Comuni presentata dal governo. «Io ho costantemente detto che noi eravamo pronti alle elezioni a patto che una Brexit no deal fosse fuori dal tavolo – ha dichiarato il leader Jeremy Corbyn – Ora noi abbiamo saputo dall’Ue che l’estensione dell’articolo 50 (sull’uscita del Regno dal club dei 27) è confermata fino al 31 gennaio 2020, per i prossimi tre mesi. E quindi la nostra condizione è soddisfatta».

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